Sta nascendo la Nazionale del futuro: ma riuscirà a qualificarsi al Mondiale 2030? E chi ne farà parte? Le previsioni dell’AI

In Nations League Mancini ha dato un antipasto della Nazionale che verrà convocando 9 giocatori per la prima volta. Ma chi di questi farà parte dell'Italia del domani? Ecco la risposta dell'AI.

Previsione AI sulla nazionale del futuro
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21

Punta centrale

94

Inter


  • 28 Giugno 2005
  • Italia
  • 190 cm
  • 80 kg
  • Biografia

Pio Esposito una prima punta dotata di grande prestanza fisica buona presenza in area di rigore. Si distingue per il senso del gol, il gioco aereo e la capacità di fare reparto da solo, proteggendo palla e facendo salire la squadra. Nonostante la struttura imponente, possiede una buona coordinazione e grande capacità nel lavoro senza palla.
Nel suo palmares figura l'Europeo vinto con la nazionale italiana Under-19 nel 2023. Ha due fratelli: Salvatore e Sebastiano, anch'essi calciatori professionisti

La lunga sosta della Serie A, ha riacceso i riflettori sulla Nazionale Italiana. Il nuovo ciclo di Roberto Mancini prevede tante facce nuove: ma quanti di questi faranno parte della Nazionale del futuro? Difficile dirlo oggi, ma lo abbiamo chiesto all’AI. L’intelligenza artificiale è abbastanza convinta che l’Italia parteciperà al prossimo Mondiale. Ma con chi? Vediamolo subito.

Donnarumma e i veterani: chi può arrivare fino al 2030

Partiamo dal giocatore che più di tutti può rappresentare il ponte tra presente e futuro: Gianluigi Donnarumma.

Nel 2030 avrà 31 anni.

Per un portiere di livello internazionale non è un’età proibitiva. Anzi, potrebbe essere ancora pienamente compatibile con il ruolo di titolare, soprattutto considerando l’esperienza internazionale accumulata.

Alle sue spalle ci sono portieri già affermati come Marco Carnesecchi e Guglielmo Vicario, mentre tra i giovani ci sono Massimo Pessina e Lorenzo Palmisani.

Ed è proprio quest’ultimo uno dei nomi più interessanti.

Il portiere classe 2004 del Frosinone è stato convocato anche nell’attuale Under 21 e il club ciociaro ha scelto di legarlo a sé con un contratto fino al 2031.

Nel 2030 avrebbe 26 anni.

È quindi un profilo da seguire con particolare attenzione nel prossimo quadriennio. Il paragone con Buffon, che circola quando si parla delle sue potenzialità, va naturalmente trattato con cautela. Ma Palmisani ha già raggiunto un livello che rende sensato inserirlo nella discussione sul futuro della porta azzurra.

Mancini ha già iniziato a costruire la nuova Italia

La convocazione di settembre 2026 è uno dei punti di partenza più importanti.

Mancini ha chiamato 34 giocatori per la Nations League, inserendo per la prima volta nel gruppo della Nazionale maggiore Massimo Pessina, Daniele Ghilardi, Michael Kayode, Eddy Kouadio, Issa Doumbia, Alessandro Romano, Sebastiano Esposito, Antonio Vergara e Mohamed Alì Zoma.

Una lista che conferma una linea precisa: mantenere alcuni giocatori della generazione precedente, ma contemporaneamente allargare il gruppo a calciatori che potrebbero rappresentare la Nazionale nei prossimi anni.

La rosa comprende Donnarumma, Bastoni, Barella, Tonali, Frattesi, Fagioli e Kean, ma anche Kayode, Scalvini, Romano, Pio Esposito, Inacio e diversi altri profili giovani.

Il 4-3-3 utilizzato contro Belgio e Turchia ha inoltre fornito un’indicazione tattica importante.

Donnarumma in porta, quattro difensori, tre centrocampisti e un tridente offensivo.

Anche contro la Francia e nel ritorno contro la Turchia, Mancini dovrebbe proporre lo stesso modulo.

La difesa del futuro: Scalvini, Bastoni, Calafiori e Kayode

La linea difensiva è forse il reparto nel quale l’Italia può costruire la propria transizione più interessante.

Giorgio Scalvini, classe 2003, nel 2030 avrà 26 anni.

È già un giocatore con una lunga esperienza professionistica alle spalle e può rappresentare uno dei centrali della prossima generazione.

Accanto a lui può esserci ancora Alessandro Bastoni.

Nel 2030 avrà 31 anni, ma la sua capacità di impostare da dietro e la sua esperienza internazionale potrebbero renderlo ancora molto importante.

Poi c’è Riccardo Calafiori, che nel 2030 avrà 28 anni.

La sua duttilità è un elemento prezioso: può giocare da centrale, da braccetto o da terzino e permette di modificare la struttura della squadra durante la partita.

Sulla destra, invece, il candidato più interessante è Michael Kayode.

Nel 2030 avrà 26 anni e nel 2026 è già arrivato alla Nazionale maggiore dopo essere diventato protagonista in Premier League con il Brentford.

Il suo percorso internazionale potrebbe quindi essere appena all’inizio.

È uno dei casi più concreti di crescita generazionale.

Occhio ad Ahanor

Classe 2008, nel 2030 avrebbe appena 22 anni. È stato convocato da Mancini nel gruppo della Nazionale maggiore e nel 2026 è passato al Crystal Palace.

La sua candidatura al Mondiale 2030 è quindi ancora futuribile, ma il ruolo e il percorso lo rendono particolarmente interessante.

In una proiezione a lungo termine può diventare uno dei centrali da affiancare a Scalvini.

I giovani della Nazionale che possono fare il salto

Il nome più vicino a una candidatura concreta è Francesco Pio Esposito.

Classe 2005, nel 2030 avrà 25 anni.

È una prima punta pura: struttura fisica importante, gioco spalle alla porta, capacità di difendere il pallone e presenza dentro l’area.

Nel 2025/26 ha chiuso la prima stagione all’Inter con 48 presenze e 10 gol, conquistando Scudetto e Coppa Italia.

È probabilmente il candidato più naturale, oggi, per occupare la posizione di centravanti nel 4-3-3 del futuro.

La promessa Camarda

Classe 2008, nel 2030 avrà 22 anni.

È già stato il più giovane esordiente nella storia della Serie A e del Milan e nel 2026 ha fatto il suo esordio con la Nazionale maggiore.

Nel percorso di qualificazione all’Europeo Under 21 2027 ha inoltre iniziato a mettere in mostra anche a livello internazionale le proprie qualità realizzative.

La domanda, adesso, è un’altra: quanto rapidamente riuscirà a diventare un attaccante titolare nel calcio dei grandi?

Se la crescita sarà quella auspicata, nel 2030 potrebbe essere uno dei principali candidati per la maglia numero 9.

Ma oggi, in una proiezione prudente, Pio Esposito parte davanti per esperienza professionistica.

Il centrocampo: Tonali e Barella possono ancora esserci

Il reparto nel quale l’esperienza potrebbe pesare maggiormente è il centrocampo.

Sandro Tonali nel 2030 avrà 30 anni.

Nicolò Barella ne avrà 33.

Nessuno dei due può essere escluso semplicemente per l’età.

Tonali potrebbe rappresentare il regista e il riferimento tecnico della squadra.

Barella, invece, potrebbe essere ancora la mezzala di intensità, pressione e inserimento.

Molto dipenderà naturalmente dal rendimento nei prossimi quattro anni.

Dietro di loro ci sono però diversi giocatori pronti a contendersi il posto: Frattesi, Fagioli, Samuele Ricci, Issa Doumbia, Alessandro Romano, Cher Ndour, Niccolò Pisilli, Matteo Cichella e Luca Lipani.

Alessandro Romano: il centrocampista che può scalare le gerarchie

Alessandro Romano è uno dei nomi più interessanti emersi nel 2026.

Classe 2006, centrocampista, è passato dalla Roma al Cagliari e ha già avuto esperienza nel calcio professionistico.

Lo stesso Romano ha spiegato di considerarsi un centrocampista centrale, utilizzabile anche da mediano o mezzala.

È esattamente il tipo di giocatore che può diventare importante in un 4-3-3.

Nel 2030 avrebbe 24 anni.

Non è ancora un titolare virtuale della Nazionale, ma il suo percorso professionistico lo rende un candidato credibile per il salto.

Dall’Under 21 all’Under 20: i talenti da seguire

L’attuale Under 21 di Silvio Baldini rappresenta il bacino più immediato.

La convocazione comprende Palmisani, Bartesaghi, Calvani, Chiarodia, Comuzzo, Favasuli, Fortini, Lulli, Moruzzi, Reggiani, Berti, Cichella, Faticanti, Liberali, Lipani, Ndour, Pisilli, Camarda, Cherubini, Cissé, Fini, Koleosho e Raimondo.

Tra questi, alcuni hanno già avuto esperienza nella Nazionale maggiore o sono prossimi a quel livello.

Pietro Comuzzo

Classe 2005, centrale difensivo, nel 2030 avrà 25 anni.

È uno dei giocatori da tenere nella corsa ai tre o quattro posti da centrale.

Luca Reggiani

Classe 2008, difensore del Borussia Dortmund.

Nel 2030 avrà appena 22 anni.

È uno dei profili più futuribili del reparto difensivo e ha già ricevuto la prima convocazione in Under 21.

Matteo Cichella

Classe 2005, centrocampista del Frosinone.

La sua prima convocazione in Under 21 nel settembre 2026 è un passaggio importante.

Può giocare da mezzala e possiede caratteristiche compatibili con un centrocampo a tre.

Mattia Liberali

Classe 2007, trequartista ed esterno offensivo, è uno dei profili più tecnici della generazione.

Nel 2030 avrebbe 23 anni.

La sua capacità di giocare tra le linee potrebbe renderlo particolarmente interessante anche in un 4-3-3, soprattutto come esterno offensivo che viene dentro al campo.

Luca Koleosho

Classe 2004, nel 2030 avrebbe 26 anni.

È uno dei candidati più naturali per il ruolo di esterno offensivo nel tridente.

La sua velocità, la capacità di giocare nell’uno contro uno e la possibilità di agire su entrambe le fasce lo rendono un profilo particolarmente adatto al 4-3-3.

Samuele Inacio: il jolly offensivo del futuro

Samuele Inacio è uno dei casi più interessanti.

Classe 2008, gioca nel Borussia Dortmund ed è già entrato nel calcio professionistico tedesco.

Nel 2026 ha già segnato in Bundesliga.

Nel 2030 avrà appena 22 anni.

Il suo ruolo non va però semplificato.

Inacio è un profilo offensivo duttile e la sua posizione definitiva dipenderà dall’evoluzione nei prossimi anni. Nel 4-3-3 può diventare un’opzione sulle fasce oppure competere per un posto più centrale.

È una delle grandi variabili della Nazionale del futuro.

I giovanissimi: dalla generazione Under 17 può arrivare la sorpresa

L’Italia arriva anche dal successo dell’Under 17 all’Europeo 2026.

È una generazione che va osservata con estrema cautela, perché tra i 16 e i 17 anni la distanza tra una promessa e un futuro professionista di alto livello può cambiare rapidamente.

Tra i nomi da monitorare ci sono Diego Perillo, Federico Croci, Giuseppe Pipitò, Pietro Salvai, Roberto Scaglione, Gabriele Borsa e Gianluca Okon-Engstler.

Non tutti diventeranno giocatori da Nazionale.

Ma il dato importante è che il bacino esiste.

Il compito del sistema italiano sarà trasformare il successo delle Nazionali giovanili in giocatori capaci di imporsi nel calcio professionistico.

La Top 11 dell’Italia al Mondiale 2030

La scelta del modulo è il 4-3-3.

Non perché sia necessariamente il sistema migliore in assoluto, ma perché è quello utilizzato da Mancini nel nuovo ciclo e permette di costruire una formazione coerente con i giocatori oggi disponibili.

PORTIERE

Gianluigi Donnarumma – Manchester City – 31 anni

Resta il candidato numero uno.

Nel 2030 potrebbe essere ancora nel pieno della carriera di un portiere internazionale.

Alle sue spalle, però, la concorrenza sarà forte.

DIFESA

Michael Kayode – Giorgio Scalvini – Alessandro Bastoni – Riccardo Calafiori

Kayode, 26 anni, sarebbe il terzino destro.

Velocità, spinta, aggressività e un’esperienza internazionale che potrebbe essere cresciuta enormemente da qui al 2030.

Scalvini, 26 anni, rappresenterebbe il centrale più giovane della coppia.

La sua capacità di impostare e la sua duttilità lo rendono un candidato naturale.

Bastoni, 31 anni, sarebbe il leader della linea.

La sua esperienza potrebbe essere fondamentale per guidare una difesa nella quale potrebbero trovare spazio anche Ahanor, Comuzzo e Reggiani.

Calafiori, 28 anni, completerebbe la linea a sinistra.

La sua capacità di giocare sia da terzino sia da centrale permette inoltre di modificare la struttura senza effettuare necessariamente una sostituzione.

CENTROCAMPO

Nicolò Barella – Sandro Tonali – Davide Frattesi

È un centrocampo nel quale esperienza, dinamismo e inserimento convivono.

Barella, 33 anni, sarebbe la mezzala destra.

Tonali, 30 anni, il centrocampista centrale e riferimento nella costruzione.

Frattesi, 31 anni, la mezzala con maggiore capacità di attaccare l’area.

La candidatura di Frattesi non è però definitiva: Fagioli, Ricci, Romano, Ndour e Cichella possono ancora cambiare completamente la gerarchia entro il 2030.

ATTACCO

Samuele Inacio – Francesco Pio Esposito – Luca Koleosho

Qui c’è la scelta più interessante.

Pio Esposito è il centravanti.

Nessuna forzatura tattica: è la prima punta della squadra.

Alla sua destra collochiamo Samuele Inacio, sfruttando la sua capacità di giocare in posizione offensiva e di muoversi tra fascia e zona centrale.

A sinistra c’è Luca Koleosho, esterno naturale, rapido e capace di saltare l’uomo.

È una formazione che potrebbe permettere al centravanti di avere due giocatori offensivi in grado di attaccare lo spazio lateralmente.

La formazione completa

4-3-3

PORTIERE

Gianluigi Donnarumma – Manchester City – 31 anni

DIFESA

Michael Kayode – Giorgio Scalvini – Alessandro Bastoni – Riccardo Calafiori

CENTROCAMPO

Nicolò Barella – Sandro Tonali – Davide Frattesi

ATTACCO

Samuele Inacio – Francesco Pio Esposito – Luca Koleosho

La panchina: Palmisani e Camarda aspettano

La rosa del 2030 potrebbe avere alternative di grande interesse.

Portieri: Lorenzo Palmisani, Marco Carnesecchi.

Difensori: Honest Ahanor, Pietro Comuzzo, Luca Reggiani.

Centrocampisti: Nicolò Fagioli, Samuele Ricci, Alessandro Romano, Cher Ndour.

Attaccanti: Francesco Camarda, Mattia Liberali

A questi vanno aggiunti Sebastiano Esposito, Antonio Vergara, Moise Kean, Gianluca Scamacca e altri giocatori che potrebbero emergere nel breve futuro.

Il confronto con Francia, Spagna, Inghilterra, Germania e Portogallo

Il ricambio italiano va inserito in un contesto europeo estremamente competitivo.

Francia, Spagna, Inghilterra, Germania e Portogallo stanno portando avanti generazioni nelle quali giocatori molto giovani sono già protagonisti nei grandi club.

La Francia può contare su una generazione che comprende profili come Camavinga, Yoro, Doué, Cherki e Olise.

La Spagna ha già lanciato giocatori giovanissimi come Lamine Yamal e Pau Cubarsí, oltre a una generazione composta da Pedri, Nico Williams, Fermín López e Zubimendi.

L’Inghilterra dispone di Bellingham e di numerosi giovani già protagonisti in Premier League.

La Germania ha Musiala e Wirtz come riferimenti offensivi, affiancati da giocatori più giovani che stanno entrando nel giro della Nazionale.

Il Portogallo ha una generazione nella quale spiccano João Neves, Vitinha e Nuno Mendes.

L’Italia non parte quindi da una situazione di assenza di talento.

Il vero tema è la trasformazione del talento in rendimento ai massimi livelli.

Italia 2030, la formazione immaginata dall’AI

Donnarumma

Kayode – Scalvini – Bastoni – Calafiori

Barella – Tonali – Frattesi

Inacio – Pio Esposito – Koleosho

Dietro ci sono Palmisani, Carnesecchi, Ahanor, Comuzzo, Reggiani, Fagioli, Ricci, Romano, Ndour, Cichella, Camarda, Liberali e molti altri.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.