Le migliori cose che abbiamo visto fare a Recoba

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Questo articolo è nato da un senso di colpa. La settimana scorsa vi abbiamo fatto una lista dei nostri bomber subentranti preferiti e in questa lista mancava uno dei calciatori migliori al mondo di quelli abituati a partire dalla panchina: El Chino Recoba. Lo abbiamo escluso consapevolmente, perché nella nostra testa c’erano solo i veri numeri nove, i rapinatori d’area dell’ultimo momento, e invece Recoba è uno che si merita un capitolo a parte (anche perché ad essere onesti non segnava sempre sempre sempre).

Anzi. Recoba è uno che non ha mai deciso niente. Spesso ha risolto delle partite con piccole squadre o ha segnato in gare compromesse, ma nell’economia di una stagione non è il nome che puoi fare per associare un successo o un insuccesso dell’Inter. Figo ha detto di lui che se avesse avuto il suo sinistro chissà cosa avrebbe potuto fare in carriera e Recoba è uno di quei soliti calciatori di cui siamo innamorati perché prendono il loro talento infinito e lo parcheggiano nel giardino di casa, e solo loro decidono – istintivamente – quando e come tirarlo fuori. Ora, Recoba è una tipologia particolare di calciatore perché a differenza di tutti i suoi colleghi della sua stessa categoria, indolenti e svogliati, lui è riuscito a farsi amare comunque dal suo pubblico. Certe volte, con la gente, si crea una sinergia incontrollabile e la relazione d’amore è impossibile da rompersi. Moratti è uno che ancora oggi ne sa qualcosa ed è grazie a lui che Recoba, nonostante la sua puntuale assenza mentale da ogni partita di cartello (mai un gol nei derby e mai un gol alla Juve), è rimasto all’Inter per tutti quegli anni: ne era sedotto e non poteva resistere all’idea che quel mancino addormentato si potesse svegliare dal nulla per far esplodere San Siro. Nove volte su dieci questo non accadeva, ma la decima era una goduria…

Nei fatti Recoba non è mai servito a niente all’Inter e solo Dio sa quanto odiamo i giocatori che segnano a gare già decise. Ma quei giocatori non hanno mai segnato come Recoba. I gol di Recoba sono stati restituzione di bellezza agli occhi delle persone che vanno allo stadio solo per incazzarsi. Sono stati attimi di luce che hanno permesso a tutti di mettere da parte il risultato. Ti hanno fatto tornare a casa, magari sconfitto, a dire: “ma che gol ha fatto El Chino”.

Questo è stato Recoba: follia imprevedibile, traiettoria disegnata col compasso e un rimpianto calcolato, non come tutti gli altri. Lui lo ha detto già prima di ritirarsi che “quando smetterò, mi dirò: che stupido che sono stato”, ma noi non ce la siamo sentita di rimuginare sul suo passato. Lo ringraziamo, ci togliamo ugualmente il cappello e gli diciamo “Grazie Chino, è stato bello comunque”. E per questo gli abbiamo dedicato una carrellata dei nostri gol preferiti.

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[tps_title]Perla all’Olimpico[/tps_title]

In questo Roma-Inter Recoba fa il bello e il cattivo tempo: riceve dal centrocampo e con un solo tocco manda fuori causa due difensori. Poi il sinistro è la solita meraviglia per gli occhi e da posizione defilata, sul palo del portiere, disegna una conclusione-missile davvero imparabile.

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[tps_title]Sombrero e pallonetto[/tps_title] Uno dei tanti gol che El Chino ha realizzato in gare già archiviate. La partita in questione è Inter-Lecce, sei a zero per i nerazzurri, e questo è un gioiellino di pura finezza del nostro Alvaro: delicato controllo spalle alla porta, sombrero/auto-assist con il sinistro e poi tutto solo davanti a Sicignano, al posto di battere di potenza, completa l’opera d’arte con un altro tocco sotto di quelli beffardi, imprendibili.

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[tps_title]I gol belli e inutili[/tps_title]

Sul punteggio di 4-0 per gli avversari, Recoba – con un’orribile divisa che speravamo di aver rimosso – si inventa questo tiro tanto bello quanto inutile. Una rete premonitrice, perché è stata la metafora di tutta la sua carriera: splendida nei momenti sbagliati.


[tps_title]Da centrocampo[/tps_title]

A Recoba ogni tanto saltavano in mente queste cose qui: palla sul mancino a centrocampo, portiere leggermente fuori dai pali, e che fai non ci provi? Se i risultati sono questi, certo che ci provi. La chicca sta nel modo in cui conclude: non troppo affrettato, come se sapesse già che il portiere non l’avrebbe preso, e senza troppa potenza, ma con estrema precisione. Un bisturi al posto del sinistro.

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[tps_title]Come Maradona[/tps_title] Questo gol di Recoba è un plagio al famoso gol più bello del mondo di Maradona: parte da destra, semina gli avversari al centro, se la porta sul sinistro come tendenza naturale e dopo aver scherzato tutta la difesa avversaria (portiere compreso) segna a porta vuota. Ad un certo punto della gif la cosa clamorosa è che si inquadrano sette difensori e nessun compagno di Recoba. Ma lui in quell’azione aveva deciso di vincere da solo.

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[tps_title]La veronica[/tps_title]

Qui c’è da stropicciarsi gli occhi: ha la palla sul destro, ma ovviamente anche la finta la deve fare con il sinistro, altrimenti non vale. Ma al posto di calciare o di fare una finta come tutte le altre, lui – con l’avversario sulle caviglie – fa la veronica e calcia con una rapidità tale che il portiere non la può vedere neanche partire, nonostante sia sul suo palo e rasoterra.

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Di questo gol vi lasciamo anche il video con l’audio da YouTube, perché la telecronaca sudamericana è fondamentale per esaltare il gesto tecnico che Recoba ha tentato più volte in carriera. Ha segnato così anche con l’Inter (più per cattivo posizionamento del portiere). Qui è una perla di pulizia e il pallone va dritto dritto in porta senza discussioni.

[tps_title]Da calcio d’angolo[/tps_title]

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