Coppa d’Africa, scioccante reazione del Senegal: “Sarà terza guerra mondiale!”

La recente decisione della CAF di assegnare la Coppa d'Africa al Marocco, dopo la vittoria del Senegal, ha scatenato reazioni accese tra ironia e indignazione

Il Senegal festeggia la Coppa d'Africa
Il Senegal festeggia la Coppa d'Africa

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Seconda punta

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Atletico Madrid


  • 20 Ottobre 1997
  • Nigeria
  • 174 cm
  • 71 kg
  • Biografia

Ademola Lookman è un attaccante esterno rapido e imprevedibile, dotato di grande accelerazione, ottimo dribbling nello stretto e notevole capacità di attaccare la profondità. Può giocare su entrambe le fasce o come seconda punta, distinguendosi per l’efficacia nell’uno contro uno e per il fiuto del gol, soprattutto in transizione offensiva.

Nel suo palmarès spicca il trionfo in UEFA Europa League 2023-24 con l’Atalanta, competizione in cui è stato protagonista assoluto. In carriera ha inoltre vinto titoli giovanili con l’Inghilterra, come il Mondiale Under 20 nel 2017, prima di affermarsi definitivamente a livello di club.

Curiosità: nato in Inghilterra da genitori nigeriani, ha scelto di rappresentare la Nigeria a livello internazionale. È noto anche per la sua forte personalità e per la capacità di esaltarsi nelle grandi partite, dove spesso risulta decisivo.

Come un fulmine a ciel sereno, la decisione della Confederazione Africana di Calcio (CAF) di riassegnare la Coppa d’Africa al Marocco due mesi dopo la vittoria del Senegal ha scatenato una vera e propria tempesta. Tra indignazione e ironia, le reazioni dal Senegal e non solo non si sono fatte attendere. Forse qualcuno pensava che potesse essere una faccenda di poco conto, ma qui siamo in un contesto dove la passione supera di gran lunga il semplice atto di calciare un pallone. È una questione d’onore, di orgoglio nazionale.

Un atto di sfida sui social

Non appena la notizia è circolata, il difensore senegalese Moussa Niakhaté ha deciso di rispondere con la stessa moneta. Ha pubblicato una serie di foto sui suoi profili social, in cui appare sorridente con in mano il trofeo della Coppa d’Africa, accompagnate dal messaggio quasi profetico: Venite a prendervelo. Un gesto di sfida, che mette ancora più in risalto quanto sia sentita questa ingiustizia nei confronti della squadra senegalese.

Intanto, Habib Diarra, centrocampista del Sunderland, ha scelto l’arma dell’ironia. Ha postato immagini su Instagram che lo ritraggono insieme al trofeo, corredate da una serie di emoji che ridono. È difficile non cogliere il sottile sarcasmo nelle sue azioni: come dire che questo tentativo di riscrivere la storia fa venire il giglio più che il broncio.

Parole di fuoco da Le Roy

Decisamente meno ironico è stato invece Claude Le Roy, leggenda del calcio senegalese, che ha accusato apertamente la CAF di giochi di potere e di essere un vassallo di Gianni Infantino. Secondo Le Roy, la questione non riguarda solo la legittimità del Marocco come campione, ma un intero sistema di alleanze e favoritismi che minano la credibilità del calcio africano. Quando vedi come il signor Patrice Motseppe gestisce la Caf, è tutto un teatro dell’assurdo ha aggiunto Le Roy, sottolineando come il Senegal abbia di fatto vinto la finale sul campo, battendo i marocchini 1-0 ai supplementari.

Non è la prima volta che risentimenti e intrighi serpeggiano nel calcio internazionale, ma qui la questione sembra assumere toni ancora più accesi. Le Roy ha sentenziato che dietro tutto questo si celano molti intrighi loschi e accordi sottobanco, un’ammissione che non può che gettare ulteriore benzina sul fuoco.

Una questione di orgoglio nazionale

Pathé Ciss, centrocampista del Rayo Vallecano, ha preferito un approccio più diretto. Ha postato su Twitter foto in cui indossa orgogliosamente la medaglia di campione della Coppa d’Africa, mandando al contempo un messaggio diretto e pungente: Potete segnare altri tre gol a quei piagnucoloni. Qui non si parla solo di sport. È una dichiarazione d’amore per un trofeo che, chissà, magari ritornerà al legittimo vincitore.

La situazione è incandescente e rende tutti partecipi di una trama che sembra più una telenovela che un torneo di calcio. Il futuro ci dirà se ci sarà un climax pacifico o se ci attende una “terza guerra mondiale”, come suggerito in maniera tanto provocatoria quanto preoccupante dagli scettici. Di certo, il calcio africano non ha bisogno di storie così intricate per guadagnarsi i riflettori del mondo. Speriamo solo che, alla fine, il campo torni ad essere l’ultima parola.

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