All’improvviso la faida che non ti aspetti: Fonseca contro Trump! Volano parole grosse

L'allenatore del Lione, Paulo Fonseca, critica aspramente Gianni Infantino e Donald Trump per la loro gestione del conflitto in Ucraina

Paulo Fonseca allenatore del Lione
Paulo Fonseca allenatore del Lione

27

Mezzala

22

Juventus


  • 28 Agosto 1998
  • USA
  • 183 cm
  • 84 kg
  • Biografia

Weston McKennie è un centrocampista statunitense dinamico e completo, apprezzato per la grande intensità, la fisicità e la capacità di coprire più ruoli in mezzo al campo. Può agire da mezzala, mediano o esterno, distinguendosi per gli inserimenti senza palla, il pressing continuo e l’abilità nel farsi trovare pericoloso in area avversaria. È forte nei duelli, efficace nel gioco aereo e dotato di una buona tecnica di base che gli consente di contribuire anche alla fase di costruzione, pur privilegiando un gioco verticale e aggressivo.

Nel corso della sua carriera ha conquistato diversi trofei con la Juventus, tra cui Coppe Italia e Supercoppe italiane, diventando una pedina importante per equilibrio ed energia. Con la nazionale degli Stati Uniti ha vinto più edizioni della CONCACAF Nations League, affermandosi come uno dei leader del gruppo e uno dei volti simbolo del calcio statunitense moderno.

Tra le curiosità, McKennie è stato uno dei primi americani a imporsi stabilmente in un top club europeo. È noto per il carattere estroverso e per la passione per la musica e la moda, elementi che riflettono la sua personalità fuori dagli schemi anche in campo.

Paulo Fonseca, attuale allenatore del Lione e noto per il suo stile di gioco dinamico, si è espresso senza mezzi termini riguardo alla questione del conflitto in Ucraina. In un’intervista rilasciata a l’Equipe, il tecnico portoghese ha rivolto severe critiche non solo al presidente della FIFA, Gianni Infantino, ma anche al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per il loro approccio nei confronti della situazione in Ucraina e oltre.

La situazione in Ucraina vista da Fonseca

Nell’intervista, Fonseca non ha nascosto la sua frustrazione riguardo al perdurare del conflitto in Ucraina. “Ho la speranza che le cose cambino“, ha dichiarato il tecnico, ma il ritorno di Trump al potere sembra, secondo lui, aver solo aggravato la situazione. “Dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili“.

La moglie di Fonseca è originaria di Donetsk, una delle aree più colpite del conflitto, il che rende il suo punto di vista ancora più personale e passionale. “Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, complicando ulteriormente la vita degli ucraini” ha aggiunto.

Critiche al mondo del calcio

Fonseca ha riservato critiche aspre anche al mondo del calcio, in particolare al presidente della FIFA, Gianni Infantino. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove, e non negli Stati Uniti“, ha affermato il tecnico, sottolineando come il calcio possa diventare un mezzo potente per portare giustizia nel mondo.

Parole dure anche per Infantino, il quale ha suggerito il ritorno della Russia nelle competizioni europee. “Pensare che la Russia debba tornare nelle competizioni europee mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio è inaccettabile per me” ha sottolineato Fonseca, evidenziando l’apparente ingiustizia di una tale decisione.

Vergogna e indifferenza

L’allenatore del Lione, parlando del premio per la pace assegnato a Trump, ha espresso il suo disappunto, definendo il gesto come una vergogna. “È così triste, il calcio non se lo merita“, ha dichiarato amareggiato. L’accusa mossa a Infantino e Trump è chiara: entrambi sembrano anteporre gli interessi economici alle questioni umanitarie e sociali.

Fonseca ha terminato la sua intervista con un tono di profonda sconforto, chiedendosi se il calcio possa essere davvero uno strumento efficace di protesta. “Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me” ha detto, lasciando intendere che a volte il silenzio e l’indifferenza possono ferire più delle parole.

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