Rooney ammette: "Seri problemi con l'alcool. Senza mia moglie sarei morto"

L'ex attaccante del Manchester United e della Nazionale Inglese ammette i suoi seri problemi di alcolismo
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Wayne Rooney, un nome che è sinonimo di calcio e talento in tutto il mondo, ha recentemente aperto il cuore al pubblico, svelando un periodo oscuro della sua vita durante il quale ha combattuto seri problemi con l'alcool. In un'intervista franca e toccante, Rooney ha condiviso i dettagli di una fase che avrebbe potuto distruggere la sua carriera e forse la sua vita.

 

Il lato nascosto di una leggenda

"Certo che ho esagerato, sono arrivato a un punto di non ritorno", ha ammesso Rooney nel podcast con Rio Ferdinand. Durante quegli anni, mentre segnava gol incredibili e trascinava il Manchester United ai vertici, l'ex attaccante inglese lottava con un nemico invisibile. L'alcool non era solo un rifugio, ma una trappola dalla quale sembrava impossibile sfuggire.

 

Un equilibrio precario tra campo e vita privata

Nonostante le difficoltà personali, Rooney splendeva in campo. Era come se per novanta minuti ogni problema svanisse, lasciando spazio solo al talento puro che lo ha reso celebre. Ma fuori dal rettangolo verde, il campione lottava per mantenere un equilibrio già fragile. "Mi ricordo che andavo agli allenamenti mettendo gocce negli occhi e masticando chewing gum", ha spiegato, nel tentativo disperato di celare la sua condizione ai compagni e agli allenatori.

 

Il sostegno indispensabile della famiglia

Dietro ogni grande uomo c'è spesso una grande donna, e per Rooney, quella figura è stata sua moglie Coleen. Il suo supporto incondizionato ha rappresentato un'àncora di salvezza in un mare in tempesta. "Onestamente credo che se lei non fosse stata al mio fianco, oggi sarei morto", ha dichiarato con gratitudine. La sua presenza gli ha offerto la forza necessaria per affrontare i demoni personali e continuare a brillare come giocatore e come figura pubblica.

 

Matteo Zinani
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