Tommaso Baldanzi è un trequartista italiano di grande talento, dotato di tecnica sopraffina e rapidità di pensiero. Mancino naturale, si distingue per il controllo di palla nello stretto, la capacità di saltare l’uomo e la visione di gioco, qualità che gli permettono di creare superiorità numerica e occasioni da gol. Nonostante la statura contenuta, compensa con agilità, equilibrio e personalità, risultando pericoloso anche al tiro dalla media distanza e negli inserimenti tra le linee. È un giocatore creativo, capace di accendere la manovra offensiva con giocate improvvise.
Nel corso della sua giovane carriera non ha ancora accumulato un palmarès ricco di trofei, ma si è messo in luce con l’Empoli in Serie A, diventando uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano e attirando l’attenzione di club di alto livello. Ha inoltre rappresentato l’Italia nelle selezioni giovanili, confermandosi come uno dei talenti più promettenti della sua generazione.
Tra le curiosità, Baldanzi è cresciuto interamente nel vivaio dell’Empoli ed è noto per la maturità dimostrata in campo fin da giovanissimo, qualità rara per un giocatore con il suo profilo tecnico.
Il clima è teso in casa Genoa, ma questa volta la tensione arriva dalle aule di tribunale. Le carte del Tribunale di Genova, infatti, parlano chiaro: una sentenza della giustizia italiana ha portato a un sequestro di ben 28 milioni di euro a una società legata al mondo del calcio, l’ormai famigerata 777 Holdings. Ma cosa significa davvero questo colpo di scena per il futuro rossoblù?
Il ruolo di 777 Holdings e la crisi del gruppo
Fondata come parte di un conglomerato internazionale, 777 Holdings è nel mirino della giustizia ligure. Il sequestro dei beni, che comprende anche il 23% delle azioni del Genoa, è uno sviluppo che getta nuova luce su una situazione finanziaria già critica. La detenzione delle azioni, adesso sotto la custodia di un amministratore nominato dal tribunale, rappresenta un colpo duro per la società americana. A-Cap Holding, il principale creditore, si ritrova così in una situazione di controllo indiretto sulle sorti del Grifone.
Il nuovo custode e il suo ruolo
Con il sequestro arriva sempre un custode, e in questo caso, il Tribunale ha incaricato un professionista che avrà il compito di gestire il pacchetto azionario rilevante del Genoa e, cosa ancora più importante, intervenire nelle assemblee societarie.
L’ascesa di Dan Sucu
Nel dicembre 2024, un nome meno conosciuto ai più è salito sul palcoscenico calcistico genovese. Dan Sucu, imprenditore rumeno, ha fatto la sua mossa con un aumento di capitale impressionante di 40 milioni di euro, assicurando stabilità a un club che sembrava in balia delle onde. Ora, con il sequestro, si delinea la possibilità che Sucu possa ottenere il controllo totale, il 100% delle azioni, un passo che potrebbe garantire finalmente serenità economica e gestionale al Genoa.
Il futuro del Genoa
Per i tifosi rossoblù l’intervento di Sucu rappresenta un faro nella tempesta. Vale la pena ricordare che il club non è nuovo a turbolenze finanziarie, eppure è sempre riuscito a emergere in qualche modo. Questa volta, con il 77% delle azioni già nelle mani dell’imprenditore rumeno, il sogno di una gestione stabile e ambiziosa si avvicina sempre di più.










