Addio storico in casa Roma: dopo 50 anni Bruno Conti lascia i giallorossi. Il motivo

Bruno Conti lascia la Roma dopo 50 anni, segnando la fine di un'era. Alla base della decisione non c'è solo un fattore anagrafico, ma molto altro verso l’attuale mondo calcistico.

Bruno Conti lascia la Roma

26

Difensore

5

AS Roma


  • 20 Agosto 1999
  • Costa d'Avorio
  • 192 cm
  • 82 kg
  • Biografia

Evan Ndicka è un difensore centrale franco-ivoriano moderno e potente, dotato di una struttura fisica imponente unita a buona velocità e personalità. Mancino, si distingue per l’aggressività nei duelli, la capacità di difendere in campo aperto e l’efficacia nel gioco aereo, risultando pericoloso anche sulle palle inattive offensive. Ha una discreta qualità palla al piede che gli consente di impostare l’azione da dietro e di adattarsi sia a una difesa a quattro sia a una linea a tre, garantendo solidità e copertura.

Nel corso della sua carriera ha ottenuto i principali successi con l’Eintracht Francoforte, con cui ha vinto l’Europa League nella stagione 2021-22, affermandosi a livello internazionale. Successivamente ha proseguito il suo percorso in Serie A con la Roma, accumulando esperienza nelle competizioni europee e nazionali. Con la nazionale della Costa d’Avorio è entrato nel giro dei convocati, partecipando ai principali tornei continentali.

Tra le curiosità, Ndicka è cresciuto calcisticamente in Francia prima di esplodere in Bundesliga da giovanissimo. È noto per la grande continuità fisica, avendo disputato intere stagioni senza saltare nemmeno una partita, dimostrando resistenza e affidabilità fuori dal comune.

Bruno Conti dice basta. Dopo 50 anni di fedeltà assoluta alla Roma, l’eterno numero 7 ha deciso di lasciare il club. Un legame che sembrava indissolubile, ma che arriverà a termine con la scadenza del contratto fissata a giugno prossimo. Le ragioni dietro questa scelta sono molteplici e vanno oltre la semplice somma degli anni trascorsi.

Un addio legato all’età, ma non solo

Dopo aver spento 71 candeline, per Bruno Conti è arrivato il tempo di riflettere e considerare il proprio futuro. Nonostante la sua dedizione e amore per i colori giallorossi, il fattore anagrafico non è di sicuro trascurabile ed è certamente uno dei motivi che lo ha portato a prendere questa decisione coraggiosa. Tuttavia, non è solo l’età a pesare sulla bilancia, come riporta Manà Manà Sport.

Conti, che ha vissuto il calcio quando ancora era un gioco fatto di gesti tecnici e cuore, oggi si trova in un mondo completamente diverso. Non ci si riconosce più in quel calcio che cambia continuamente e nel quale le dinamiche fuori dal campo talvolta sembrano contare più di quelle sul rettangolo verde. Una sorta di disillusione che tanti romantici del calcio possono capire.

Il ruolo nei giovani e la sensazione di essere messo da parte

Ad aumentare il disagio di Conti è quella sensazione di essere stato messo un po’ da parte. Nonostante il suo impareggiabile contributo nel settore giovanile, dove ha sempre cercato di insegnare il valore del vero romanismo, adesso si sente relegato come un lusso non più indispensabile, limitato a lavorare con i ragazzi sino ai 14 anni.

E proprio sul settore giovanile si preannunciano ulteriori cambiamenti. Si vocifera il ritorno di Tarantino al timone e la scelta di Pasquale Berardi come capo scouting dei baby. Un segnale chiaro che le cose alla Roma stanno cambiando, forse troppo e troppo in fretta per uno come Bruno Conti.

Una storia d’amore che non finisce

Nonostante tutto, il romanismo incarnato da Conti non verrà mai meno. Lo si legge nei suoi occhi passionali ogni volta che racconta le avventure e le disavventure vissute insieme alla sua amata Roma. E anche se formalmente lascerà il club, il legame con i tifosi e i colori rimarrà per sempre.

Nessuna polemica, solo una decisione che l’ex campione del mondo di Spagna ’82 reputa necessaria ed improrogabile.

Change privacy settings
×