Alessandro Bastoni è un difensore centrale moderno, mancino, noto per l’eleganza nella gestione del pallone e l’intelligenza tattica. Dotato di ottima visione di gioco, si distingue per la capacità di impostare l’azione da dietro con passaggi precisi, anche in verticale, e per la calma nelle situazioni di pressione. Difensivamente è solido nel posizionamento, efficace nell’anticipo e affidabile nel gioco aereo, pur non essendo un marcatore aggressivo.
Tra le curiosità, Bastoni ha spesso dichiarato di ispirarsi ai grandi difensori italiani del passato, ma il suo stile richiama anche quello dei centrali “registi” più moderni. È apprezzato dagli allenatori per la versatilità, potendo giocare sia in una linea a tre sia in una difesa a quattro, e per la maturità mostrata fin da giovane nei grandi palcoscenici.
A due giorni da Inter-Juventus, non accenna a placarsi l’ondata di polemiche per l’espulsione di Pierre Kalulu (doppia ammonizione), che ha visto protagonista, sul versante nerazzurro, Alessandro Bastoni.
Bastoni, confronto con Chivu e Marotta
Da qui la bufera social che si è scatenata all’indirizzo di Bastoni e della sua famiglia: pioggia di commenti e insulti che hanno coinvolto anche moglie e figlia. Uno scenario surreale che ha costretto il difensore nerazzurro a bloccare i commenti su tutti i post del proprio profilo Instagram. Stando a quanto riferito da La Gazzetta dello Sport, nella giornata di ieri sarebbe andato in scena un confronto telefonico tra Bastoni e Chivu e tra lo stesso difensore e Marotta. Nella circostanza, sia il tecnico che il presidente avrebbero tranquillizzato il giocatore ribadendo tutto il loro supporto nei sui confronti.
Il dietrofront di Bastoni
Un confronto necessario per ricevere quel sostegno di cui, comprensibilmente, Bastoni aveva bisogno dopo la pesante ondata social che si è trovato a fronteggiare nelle ore successive al match. In un primo momento, il difensore avrebbe anche pensato di pubblicare un post social per fare chiarezza e prendere posizione in merito a quanto accaduto, salvo poi fare dietrofront optando “per un più tattico silenzio” scrive la Rosea. “Meglio evitare di aggiungere altra legna al fuoco con il rischio di essere equivocato”.








