La settimana calcistica entra nel vivo con un inatteso colpo di scena: la pertosse irrompe tra le fila del Sassuolo, e i riflettori si spostano dallo spettacolo del campo a quello delle infermerie. Il Corriere dello Sport solleva il caso alla vigilia del match contro la Juventus, sottolineando il rischio di contagio che coinvolge ovviamente anche i bianconeri. In un clima di costante attenzione alle questioni sanitarie, il calcio italiano si ritrova a dover gestire una situazione che richiama alla memoria i mai dimenticati periodi di pandemia.
La situazione a Sassuolo: un’epidemia improvvisa
L’allarme è scattato dopo che diversi giocatori del Sassuolo si sono trovati indisponibili a causa della pertosse. Il CorSport riporta che “Grosso dovrà trovare undici calciatori apparentemente sani da mandare in campo allo Juventus Stadium. Non sarà facile“. La pertosse si è diffusa rapidamente nello spogliatoio dei neroverdi, con un’incubazione di 7-10 giorni che complica il controllo dell’epidemia.
Le contromisure della squadra neroverde
Mister Grosso si trova costretto a rivedere la propria strategia, e ha già incluso nei convocati ben 5 giovani della Primavera per coprire i vuoti lasciati dai giocatori malati. Una vera emergenza, con i dirigenti che hanno scelto di evitare il consueto viaggio in autobus, preferendo auto private per raggiungere Torino.
I rischi per la Juventus
Ma i problemi non si fermano al Sassuolo. La diffusione della pertosse potrebbe infatti facilmente estendersi ai giocatori della Juventus, e questo sta creando non poche preoccupazioni sul fronte bianconero: “Si potrebbero contagiare anche i calciatori della Juventus. Un tempo, quello del Covid, di certo non si sarebbe giocato“, si legge ancora sul CorSport.
Vaccinazione e dibattito sanitario
L’insorgere di una malattia infettiva come la pertosse porta inevitabilmente sul tavolo il dibattito sulle vaccinazioni. E la questione non è solo medica, ma sociale: il rischio che l’epidemia si espanda invita a riflettere su come la vaccinazione possa contribuire a prevenire tali episodi. Il CorSport infatti lascia intendere che “se l’epidemia dovesse allargarsi, la questione vaccinazione ritornerà” alimentando discussioni su eventuali lacune nel processo di immunizzazione.
Tutto questo fa rivivere, con le dovute proporzioni, sensazioni vissute durante la pandemia da Covid-19, un periodo in cui le limitazioni sanitarie erano la norma.









