Clamoroso dietrofront: Milan-Como non si giocherà più a Perth. C’è un motivo preciso

La partita di Serie A Milan-Como non si giocherà più a Perth come ufficializzato la scorsa settimana dalla Lega Calcio: i motivi del clamoroso dietrofront

Milan-Como Perth
Milan-Como, niente più Perth

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Meno di una settimana fa, dopo mesi di trattative e polemiche, la Lega Serie A per voce del presidente Simonelli aveva ufficializzato che Milan-Como si sarebbe infine disputata a Perth, in Australia. A soli quattro  giorni dall’annuncio, clamorosamente, c’è stato l’incredibile dietrofront, a causa di problematiche insormontabili. Una decisione che ha preso di sorpresa molti, soprattutto perché le negoziazioni sembravano ormai giunte a buon fine.

Le condizioni della AFC: un ostacolo insormontabile

La AFC, Confederazione Calcistica Asiatica, aveva posto condizioni che alla fine si sono rivelate uno scoglio impossibile da superare per gli organizzatori. La Lega Serie A, aveva intrapreso questo progetto con l’obiettivo di ampliare gli orizzonti commerciali del campionato in Asia, ma si sono scontrati con delle richieste che hanno complicato eccessivamente la situazione: “Avevamo una serie di dubbi sulle condizioni poste per giocare la partita a Perth”, aveva dichiarato giorni fa il presidente di Lega Simonelli. In particolare, una delle condizioni più controverse riguardava la scelta degli arbitri, la quale prevedeva che fossero esclusivamente di origine asiatica, VAR compreso. La possibilità di giocare a Perth era vista come una grande occasione di visibilità e promozione tanto per il Milan quanto per il Como.

Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli

Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli

Di certo si trattava di più di una semplice partita di calcio. Un evento del genere avrebbe potuto aprire nuove strade di collaborazione e marketing sportivo tra Italia e Oceania. La sfida era tanto di campo quanto politica, spiega La Gazzetta dello Sport, con interessi diversi da equilibrare. Ora i tifosi, specialmente quelli australiani che già pregustavano di vedere due squadre italiane all’opera nel proprio paese, restano con l’amaro in bocca. La chiosa di Collina, che garantiva sulla qualità degli arbitri proposti, non è stata sufficiente a sbloccare una situazione resa ormai intricata da ostacoli fuori dal campo.

Conferme ufficiali attese a breve

Si attende ora un comunicato ufficiale da parte della Lega per sancire una volta per tutte quanto accaduto, ma le voci di corridoio lasciano ormai poco spazio a illusioni. Una trattativa che sembrava ormai vicina alla conclusione, con tanto di annuncio, insomma, è stata invece spezzata dall’impossibilità di scendere a compromessi su alcuni dettagli cruciali. Questa dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere la scelta definitiva a riguardo.

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