Claudio Lotito ha fatto sentire la sua voce all’Assemblea di Lega Serie A, scegliendo di non appoggiare la candidatura di Giovanni Malagò a presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Le sue motivazioni non riguardano tanto la figura dell’ex numero uno del Coni, quanto piuttosto un necessario rinnovamento delle regole che governano il calcio italiano. Un’uscita che non ha sorpreso chi conosce la schiettezza del presidente della Lazio, sempre pronto a dire la sua senza mezzi termini.
La posizione di Lotito
Claudio Lotito ha esplicitato senza troppi giri di parole quella che è la sua visione sulla situazione della FIGC: “Malagò? Non è il nome. Il nome non c’entra niente. Se una cosa non funziona va ristrutturata, no? Ripeto, c’è una legge di 45 anni fa, fin quando c’è quella legge il sistema… Va ridisegnato tutto, ci vuole la nomina di un commissario“.
Il presidente biancoceleste, con la grinta che lo contraddistingue, ha affermato che servirebbe una figura super partes, un commissario che possa apporre le necessarie riforme per traghettare il calcio verso un futuro migliore. La legge attuale, secondo Lotito, è ormai vetusta e inefficace, un carrozzone che necessita di una rivoluzione vera e propria.
Il voto dell’Assemblea di Lega
Nonostante la presa di posizione di Lotito, l’Assemblea di Lega Serie A ha visto 18 club su 20 votare a favore della candidatura di Malagò, supportato inizialmente da Aurelio De Laurentiis e successivamente anche da Beppe Marotta. Solo la Lazio e il Verona hanno scelto di non appoggiare questa linea. Un segno, questo, dell’isolamento che a volte caratterizza le scelte del patron laziale, sempre fedele al suo modo di vedere le cose.









