Alex Meret è un portiere italiano, classe 1997, noto per l’eccellente reattività tra i pali e per le sue grandi doti nei riflessi a corta distanza. Si distingue per il posizionamento, la freddezza nei momenti decisivi e una buona capacità di giocare con i piedi, qualità che lo rendono affidabile nel gioco dal basso. È particolarmente efficace nella parata dei calci di rigore.
Nel suo palmares i due scudetti conquistati con il Napoli (2022-23 e 2024-25), e una Coppa Italia (2019-20)
Curiosità: Ha esordito molto giovane in Serie A e con la Nazionale italiana. In carriera ha parato numerosi rigori, diventando uno dei portieri più temuti dagli specialisti dal dischetto.
Continua a far discutere l’episodio relativo al calcio di rigore concesso al Napoli (poi trasformato da Hojlund e valso la vittoria dei campioni d’Italia) nel finale del match di Marassi contro il Genoa. In questa direzione si inserisce l’analisi di Dino Tommasi, componente del Can.
Tommasi: “Non c’è assolutamente fallo”
“È una semplice strisciata accidentale” ha riferito Dino Tommasi a Open Var. “Ribadisco: il fallo deve essere chiaro, nella contesa del pallone, in ritardo, di imprudenza, un fallo duro. Questo è un errore valutativo che abbiamo fatto. In sala Var Di Bello e Fabbri si fanno attirare dal contatto tra il piede di Cornet e il collo-piede di Vergara. In realtà è una semplice presa di posizione e non c’è assolutamente fallo“.
“Sbagliata la chiamata all’OFR”
“Lo step on foot nasce per punire situazioni di imprudenza nella contesa o nello scarico del pallone. Il contatto c’è, ma è un’azione di dinamica normale: il difensore ha il diritto di muoversi e spostarsi. In questa situazione non c’è alcuna punibilità. Inoltre è sbagliata la chiamata all’OFR, l’arbitro deve essere chiamato per concedere un rigore che manca o toglierne uno che non c’è. Serve per ristabilire la verità del campo e, in questa circostanza, non c’è un intervento falloso”. Quindi, sul penalty assegnato al Genoa: “Sgambetto di Meret su Vitinha: calcio di rigore correttissimo e giusta la chiamata all’OFR”.
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