Alessandro Bastoni è un difensore centrale moderno, mancino, noto per l’eleganza nella gestione del pallone e l’intelligenza tattica. Dotato di ottima visione di gioco, si distingue per la capacità di impostare l’azione da dietro con passaggi precisi, anche in verticale, e per la calma nelle situazioni di pressione. Difensivamente è solido nel posizionamento, efficace nell’anticipo e affidabile nel gioco aereo, pur non essendo un marcatore aggressivo.
Tra le curiosità, Bastoni ha spesso dichiarato di ispirarsi ai grandi difensori italiani del passato, ma il suo stile richiama anche quello dei centrali “registi” più moderni. È apprezzato dagli allenatori per la versatilità, potendo giocare sia in una linea a tre sia in una difesa a quattro, e per la maturità mostrata fin da giovane nei grandi palcoscenici.
Continua a far discutere l’espulsione di Pierre Kalulu (per doppia ammonizione) nel corso del match del Meazza tra Inter e Juventus. In questa direzione, si è scatenata una bufera social all’indirizzo di Alessandro Bastoni, protagonista dell’episodio sul versante nerazzurro. Alla vigilia della sfida contro il Bodo/Glimt, valevole per l’andata dei playoff di Champions League, il difensore classe ’99 è intervenuto ai microfoni di Sky Sport facendo chiarezza sull’accaduto.
Bastoni: “Contatto accentuato”
“Ho voluto essere qui perché in questi giorni si è parlato tanto di ciò che è successo sabato – ha riferito Bastoni – probabilmente di più di quanto immaginassi. Ho aspettato qualche giorno per rivedere l’episodio, per capire quali fossero le differenze rispetto a quello che ho vissuto io in campo. Ho sentito un contatto con il mio braccio che, rivedendolo, è assolutamente accentuato: l’ho reso molto di più di quello che era realmente”.
“Mi prendo le mie responsabilità”
“Sono qui per ammetterlo e per prendermi le mie responsabilità, ma la cosa che mi dispiace di più è quello che è successo dopo. Penso che un essere umano abbia il dritto di sbagliare ma anche il dovere di riconoscerlo”.









