Loïs Openda è un attaccante belga rapido ed esplosivo, capace di rendersi devastante negli spazi grazie a velocità, accelerazione e grande aggressività offensiva. Può agire sia come punta centrale sia partendo leggermente defilato, distinguendosi per i continui movimenti in profondità e per la capacità di attaccare la linea difensiva con tempismo. Nonostante una struttura fisica compatta, è efficace nei duelli e molto lucido sotto porta, con un buon fiuto del gol e un’elevata intensità che lo rende prezioso anche nel pressing.
Nel corso della sua carriera ha conquistato i principali successi con il Club Brugge, vincendo campionato e coppa in Belgio, prima di affermarsi definitivamente in Francia con il Lens, dove è stato protagonista di una stagione di altissimo livello in Ligue 1. Il trasferimento al RB Lipsia lo ha portato a competere stabilmente ai massimi livelli europei, arricchendo il palmarès con trofei nazionali tedeschi. Con la nazionale belga è entrato nel giro dei convocati, confermandosi come uno dei profili offensivi più interessanti della sua generazione.
Tra le curiosità, Openda è noto per l’energia inesauribile in campo e per la crescita costante avuta negli ultimi anni, che lo ha trasformato in un attaccante temuto in tutta Europa.
Un’altra giornata nera per la Juventus all’Allianz Stadium, segnata da una sconfitta inaspettata contro il Como di Cesc Fabregas. I bianconeri, che non perdevano in casa in campionato dal marzo 2025, hanno subito una dura battuta d’arresto, scatenando la delusione dei tifosi, i quali non hanno esitato a manifestare il loro disappunto durante e dopo il match. Ai microfoni di DAZN, l’allenatore bianconero Luciano Spalletti ha offerto la sua analisi su una prestazione che ha lasciato molto a desiderare.
La reazione di Luciano Spalletti
Dopo la disfatta interna, Luciano Spalletti ha parlato senza mezzi termini: “Il nostro avversario ora siamo noi stessi. Se rimettiamo a posto delle cose a livello mentale e tecnico si va a giocare. Se il livello è questo qui le partite le perdi e non puoi ambire a nessun risultato“, ha esordito il mister, evidenziando la necessità di un cambiamento radicale nell’approccio mentale della squadra.
Cosa è mancato alla Juventus
Secondo Spalletti, il problema è iniziato fin da subito: “Dal punto di vista della prestazione viene condizionata dal primo gol. Si poteva riprendere ma vai in lungo e in largo dove loro ti portano con la loro qualità”. Il tecnico ha sottolineato come la squadra sia caduta nella trappola tesa dagli avversari, incapaci di reagire dopo il primo schiaffo subito.
La questione mentale nella prestazione
Il coach ha anche posto l’accento sul calo di autostima della squadra: “C’è stato un periodo in cui avevamo tanto entusiasmo e abbiamo fatto partite bellissime. Poi è venuto meno un po’ di sostegno e di autostima e diventa difficile reagire“. Spalletti ha identificato nella tenuta mentale il punto critico, con i giocatori troppo influenzati dalle pressioni legate ai risultati.
Gli errori inconsueti
Spalletti non si è trattenuto nel criticare gli errori tecnici visti in campo: “Oggi abbiamo sbagliato cose che di solito non sbagliamo. Subiscono questa pressione che c’è e ne rimangono imprigionati”. Ha riconosciuto che le insicurezze hanno condizionato profondamente una squadra capace di molto di più, come avvenuto in partite precedenti quando la fiducia era più alta.
Nessuna responsabilità individuale
Sui singoli, invece, Spalletti non ha voluto caricare di colpe particolari Michele Di Gregorio, il portiere bianconero: “Lui è perfettamente in linea con i compagni. Non ha nessuna responsabilità in più degli altri. Commette un errore e prende gol poi probabilmente poteva fare meglio anche lui”. L’allenatore ha insistito sul fatto che la colpa è condivisa e che per riprendersi è necessaria una reazione corale.
Insomma, per la Juventus è tempo di riflessione e di resettare la testa. Con un calendario che non perdona, sarà fondamentale vedere come la squadra saprà reagire a questo passo falso, proponendosi nuovamente sotto una luce positiva e combattiva. Agli occhi dei tifosi, l’immagine della Juventus vincente di pochi anni fa sembra sempre più un ricordo lontano.











