Dušan Vlahović è un attaccante serbo potente e strutturato, considerato uno dei centravanti più completi della sua generazione. Mancino naturale, si distingue per la forza fisica, il senso del gol e la capacità di attaccare l’area con grande tempismo. È efficace nel gioco spalle alla porta, nel proteggere palla e nel finalizzare sia con conclusioni potenti sia di precisione, oltre a essere pericoloso nel gioco aereo e sui calci di rigore. Pur essendo una prima punta, sa partecipare alla manovra e creare spazi per i compagni.
Nel corso della sua carriera ha raggiunto la consacrazione in Serie A con la Fiorentina, prima di trasferirsi alla Juventus, con cui ha vinto una Coppa Italia, confermandosi tra i migliori marcatori del campionato italiano. A livello internazionale ha maturato esperienza nelle competizioni europee e con la nazionale serba, diventandone uno dei riferimenti offensivi principali.
Tra le curiosità, Vlahović ha segnato il suo primo gol in Champions League dopo pochissimi secondi dal debutto nella competizione, stabilendo un record di precocità. È noto anche per la grande attenzione alla preparazione fisica e per il carattere competitivo, che lo rende particolarmente determinato nei momenti decisivi delle partite.
La strana pratica della coppettazione
La coppettazione, per chi non lo conoscesse, è una terapia derivante dalla medicina tradizionale cinese che cerca di stimolare la circolazione sanguigna attraverso la creazione di un vuoto sulla pelle con l’uso di coppette. Tuttosport ha spiegato che la comunità scientifica non ha ancora trovato prove concrete della sua efficacia, e anzi, molti medici la sconsigliano a causa dei rischi di ustioni e infezioni che può comportare. Ma in un’epoca in cui il benessere fisico è quasi sempre messo al primo posto, è lecito chiedersi perché atleti del calibro di Openda decidono di affidarsi a tali pratiche pseudoscientifiche.
Un investimento a rischio
L’esperienza di Openda alla Juventus non è stata certo priva di alti e bassi. L’attaccante è arrivato a Torino con grandi aspettative, ma finora il suo rendimento non ha giustificato l’enorme investimento economico effettuato dalla società bianconera. Con soli 684 minuti disputati in Serie A e un unico gol segnato, il costo dell’attaccante si è rivelato un fardello pesante per le casse della Juve. L’onere finanziario calcolato, che raggiunge 75 mila euro al minuto, fa riflettere su come il calcio moderno sia spesso soggetto a scommesse rischiose da parte dei club.
Il futuro di Openda
L’impegno di Openda per uscire dal tunnel in cui si è infilato è encomiabile. Tuttavia, la pressione è alle stelle e il tempo potrebbe essergli nemico. Openda è pienamente consapevole che per ribaltare la sua avventura bianconera, deve cominciare a sbloccarsi rapidamente. Altrimenti, il suo futuro a Torino appare incerto, con un club che faticherebbe non poco a rientrare dall’investimento effettuato.
Mentre la stagione prosegue e la Juventus tenta di rimettersi in carreggiata, i tifosi sperano che il “rituale” della coppettazione di Openda non sia altro che un passo curioso nel suo percorso di ritorno al gol, piuttosto che un altro episodio nella lunga lista di tentativi falliti.










