Che fine ha fatto Joao Mario alla Juventus? È una domanda che inizia a circolare con sempre maggiore insistenza tra i tifosi bianconeri, soprattutto alla luce dei numeri impietosi che raccontano la sua stagione. Arrivato la scorsa estate dal Porto con aspettative importanti, il terzino destro portoghese è oggi uno dei nomi cerchiati in rosso sulla lista dei possibili partenti. Bocciato prima da Igor Tudor e poi da Luciano Spalletti, Joao Mario non è mai entrato nelle rotazioni, collezionando appena mezz’ora scarsa di gioco negli ultimi due mesi.
Da Tudor a Spalletti: la storia non cambia
L’ultima apparizione in campo risale al 2 dicembre, nella sfida di Coppa Italia vinta 2-0 contro l’Udinese: 16 minuti nel finale, senza lasciare traccia. Prima ancora, il 1° novembre, all’esordio di Spalletti sulla panchina juventina contro la Cremonese, aveva giocato soltanto 11 minuti. Da quel momento in poi, il nulla. In totale, dall’arrivo dell’ex tecnico del Napoli, Joao Mario ha accumulato appena 27 minuti, un dato che fotografa perfettamente la sua marginalità nel progetto tecnico.
Anche in vista della prossima trasferta contro il Pisa all’Arena Garibaldi, appare altamente improbabile un suo impiego. E allora la domanda diventa inevitabile: cosa non ha funzionato? Joao Mario era stato acquistato nell’ambito dello scambio con Alberto Costa, finito al Porto dopo appena sei mesi in bianconero. Uno scambio che sembrava poter giovare a entrambe le parti, ma che ad oggi non ha prodotto benefici per la Juventus. Se Alberto Costa non aveva convinto Tudor e la dirigenza nonostante un buon Mondiale per Club, Joao Mario non è riuscito a imporsi né prima né dopo il cambio in panchina.

Juventus, Joao Mario non si vede in campo dal 2 dicembre
Una bocciatura definitiva
In molti pensavano che l’arrivo di Spalletti potesse rappresentare una svolta per i nuovi acquisti voluti da Comolli nel mercato estivo. Tra questi, il portoghese sembrava un profilo adatto ad essere valorizzato: spinta offensiva, esperienza internazionale, duttilità tattica. E invece il verdetto è stato ancora più severo. Spalletti ha preferito puntare con continuità su Kalulu nel ruolo di terzino destro, rinunciando all’idea di un esterno più offensivo come Joao Mario. Gli infortuni nel reparto difensivo e le esigenze di equilibrio del modulo hanno fatto il resto, evidenziando come il portoghese non sia stato ritenuto affidabile nemmeno in una posizione più avanzata.
Il risultato è una bocciatura senza appello. A gennaio, la Juventus è pronta a sedersi al tavolo per trovargli una sistemazione. Resta da capire la formula: prestito con diritto o obbligo di riscatto, oppure cessione a titolo definitivo. Difficile, però, immaginare club disposti a investire cifre importanti per un giocatore che in campionato ha giocato solo due partite da titolare, contro Genoa e Verona, e che ha faticato a trovare continuità.
Al momento non si registrano interessamenti concreti, ma la Juventus si sta già muovendo per coprire l’eventuale vuoto. Un nome che circola con insistenza è quello di Norton-Cuffy, profilo che il nuovo direttore sportivo Ottolini conosce molto bene. Quest’operazione che potrebbe aprire definitivamente la porta all’addio di Joao Mario.









