Mattia Zaccagni è un esterno offensivo tecnico e creativo, apprezzato per il suo dribbling rapido, l’ottimo controllo di palla e la capacità di rientrare sul destro per creare superiorità numerica o andare al tiro. È un giocatore molto dinamico, abile nel muoversi tra le linee e nel servire assist, oltre a garantire sacrificio in fase difensiva.
A livello individuale ha raggiunto traguardi importanti, come la convocazione stabile in Nazionale italiana, con cui ha preso parte a competizioni internazionali di primo piano.
Curiosità: è diventato celebre per il gol decisivo contro la Croazia a EURO 2024, segnato nei minuti di recupero e valso la qualificazione dell’Italia. È inoltre molto legato alla sua città natale, Cesena, e al percorso di crescita fatto tra Serie B e Serie A prima dell’esplosione definitiva.
Il rapporto tra Claudio Lotito e Maurizio Sarri continua a essere teso e ricco di scambi polemici, con un nuovo capitolo che negli ultimi giorni ha alimentato ulteriormente una saga che sembra non avere fine. Al centro del botta e risposta ci sono diversi temi emersi dalla telefonata tra Lotito e un tifoso laziale tra cui il il ruolo di Daniel Maldini e la permanenza di Tijjani Noslin, Nonostante il patron biancoceleste abbia smentito di aver detto quelle frasi, asserendo che si trattava della sua voce camuffata, media e tifosi non parlano d’altro da giorni.
Le risposte di Sarri a Lotito
Il tecnico biancoceleste ha risposto a tono alle provocazioni (o presunte tali del suo presidente) spiegando in conferenza “Il presidente dice che fa lui il mercato e poi io blocco le cessioni?! Io di questa storia non ne so niente, ma comunque non è importante…”. Sono nuovi, ma probabilmente non ultimi, elementi di tensione che fanno già presagire quanto sarà complicato il confronto tra le parti a fine stagione.
Sarri vuole garanzie tecniche
Quando Lotito e Sarri dovranno sedersi a un tavolo per decidere se proseguire insieme oppure separarsi, sul tavolo non ci saranno solo divergenze tecniche o strategiche. C’è infatti anche una questione strutturale importante: tra il 2026 e il 2027 ben 12 giocatori sono in scadenza di contratto. Questo scenario apre al rischio concreto di una nuova sessione estiva di mercato molto limitata, probabilmente impostata ancora una volta su operazioni a saldo zero.
Lo stesso Sarri, alla vigilia della partita contro Atalanta, era stato piuttosto esplicito: “Il prossimo deve essere un anno uno, tutto dipenderà dalla possibilità di fare investimenti”. Una frase che suona come un chiaro messaggio alla società. Da settimane si percepisce un continuo rimpallo di responsabilità tra allenatore e dirigenza, quasi un braccio di ferro per capire chi sarà il primo a fare un passo indietro.
Niente dimissioni ma occhio all’esonero
Questa volta, però, Sarri non sembra intenzionato a dimettersi. Anche perché il contratto parla chiaro: “Ho un contratto di altri due anni e mezzo, dipenderà da quello che vorrà fare la società”. Tradotto: se dovrà arrivare la separazione, sarà il club a dover prendere l’iniziativa. E l’eventuale esonero avrebbe anche un peso economico non indifferente.
Il risultato è una situazione da “separati in casa”: allenatore e presidente continuano a convivere professionalmente, ma con un finale che molti ritengono già scritto. Resta solo da capire quando e soprattutto in che modo si consumerà l’epilogo di questa lunga e travagliata storia tra Sarri e la Lazio. E intanto Lotito non è soddisfatto dei risultati della squadra, convinto che il valore della rosa sia superiore all’undicesimo posto in classifica. Per questo motivo, La Repubblica ha rivelato che in società stanno vagliando i nomi di Grassadonia, attuale tecnico della Lazio Women e di Ledesma, tecnico dell’under 17. Nomi che non scaldano la piazza ma che anzi alimentano ulteriormente il malumore dei tifosi che da settimane disertano lo stadio. La Coppa Italia è rimasta l’ultima ancora di salvezza di una stagione deludente, ma se le cose dovessero precipitare, l’esonero di Sarri non sarebbe da escludere.









