C’è grande curiosità in casa Lazio per il contributo che potranno offrire i due nuovi volti della rosa biancoceleste, Taylor e Ratkov. Due profili diversi per esperienza e caratteristiche, ma accomunati dall’attenzione con cui tifosi e addetti ai lavori ne stanno seguendo l’inserimento nel progetto tecnico.
Taylor è un nome già noto nel panorama europeo. Fino a poco tempo fa capitano dell’Ajax, il centrocampista ha attirato l’interesse di numerosi top club, tra cui anche la Juventus, prima di approdare nella Capitale. Leadership, personalità e abitudine a palcoscenici importanti sono il suo biglietto da visita, elementi che la Lazio spera possano rivelarsi determinanti per raggiungere l’obiettivo Europa.
Più avvolto dal mistero, invece, l’arrivo di Petar Ratkov. Il centravanti serbo è stato acquistato dal Red Bull Salisburgo per una cifra intorno ai 13 milioni di euro, un investimento significativo che testimonia la fiducia del club nelle sue potenzialità.
Chi è Petar Ratkov
Ratkov è un attaccante di 22 anni, alto 1,93 metri, fisicamente imponente e particolarmente forte nel gioco aereo, ma dotato anche di una discreta accelerazione. Un profilo individuato dalla rete di osservatori della Lazio, al punto che Maurizio Sarri ha ammesso con sincerità di non conoscerlo prima dell’acquisto.
Secondo alcune indiscrezioni provenienti da Formello, il tecnico toscano non sarebbe del tutto convinto dell’operazione: Sarri avrebbe preferito un attaccante più tecnico, capace di legare il gioco e dialogare con il centrocampo. Non a caso, in più occasioni aveva indicato Giacomo Raspadori come rinforzo ideale.
Ratkov ha intanto fatto il suo debutto in Serie A nella sfida contro il Verona, disputando circa 30 minuti: un minutaggio troppo limitato per esprimere un giudizio definitivo. La sensazione è che serviranno tempo e continuità per capire se il giovane serbo riuscirà a ritagliarsi un ruolo da protagonista e a conquistare la fiducia dell’ambiente laziale.

Petar Ratkov con la tuta della Lazio
Le perplessità del giornalista di Sky Sport Austria
A Radio Laziale, l’esperto di calcio austriaco Mathias Blaas si è detto sorpreso da questa operazione: “È un attaccante diverso rispetto a Castellanos. Forte di testa. Segna, ma spesso si divora i gol. O fa gol belli o se li mangia. Gli manca un po’ di cattiveria. La verità è che sono rimasto sorpresa che si trasferisca alla Lazio. Il campionato austriaco è diverso rispetto a quello italiano”. Perplessità legate quindi al tipo di calcio ma anche al modo di giocare della squadra allenata da Maurizio Sarri: “Ha bisogno di una squadra che crossi molto, faccio fatica a pensare che segni subito molto. Non gioca da un mese, quindi rientrare con una nuova squadra non sarà semplice”. Quando gli chiedono se per caratteristiche somigli a Dzeko, il giornalista di Sky Sport smorza gli entusiasmi: “Non lo vedo pronto per giocare titolare in una squadra come la Lazio. Ricorda più Okafor”.









