MVP Dicembre Serie BKT, Pohjanpalo: “I gol sono importanti, ma il mio orgoglio sono gli assist. Inzaghi? Stimolante”. Poi una promessa ai tifosi

È Joel Pohjanpalo del Palermo l'MVP della Serie BKT per il mese di dicembre. Il premio è ideato dal title sponsor del campionato BKT e votato da una giuria di esperti di cui Chiamarsi Bomber ha il piacere di far parte

Joel Pohjanpalo, attaccante finlandese del Palermo
Joel Pohjanpalo, attaccante finlandese del Palermo

31

Punta centrale

20

Palermo


  • 13 Settembre 1994
  • Finlandia
  • 186 cm
  • 83 kg
  • Biografia

Joel Pohjanpalo è un attaccante finlandese classe 1994, noto per il suo senso del gol, la fisicità e l’ottimo gioco spalle alla porta. Punta centrale moderna, abbina forza nei duelli a un buon tempismo negli inserimenti e a una notevole freddezza dal dischetto. Non è un attaccante appariscente, ma estremamente concreto, capace di rendersi decisivo anche con pochi palloni giocabili.

Cresciuto nell’HJK Helsinki, si è fatto conoscere in Germania con il Bayer Leverkusen e soprattutto con l’Union Berlino e l’Amburgo, prima di imporsi definitivamente in Italia con il Venezia, dove è diventato leader tecnico e carismatico. Con i lagunari ha conquistato la promozione in Serie A e ha vinto il titolo di capocannoniere della Serie B, confermandosi tra gli attaccanti più prolifici della categoria. Nel suo palmarès figurano anche successi giovanili in patria e una lunga esperienza internazionale con la nazionale finlandese.

Tra le curiosità, va ricordato che ha segnato più volte al debutto in nuovi campionati, dimostrando una particolare capacità di adattamento a contesti e stili di gioco diversi.

È stato un mese di dicembre quasi perfetto per il Palermo, che ha visto i rosanero raccogliere ben 10 punti sui 12 disponibili nelle 4 partite disputate. 3 vittorie ed un pareggio per la squadra di Inzaghi, ormai proiettata nelle zone altissime della classifica e seria candidata alla promozione.

A trascinare i siciliani il solito, straripante Joel Pohjanpalo, che nell’ultimo mese dell’anno ha messo a segno ben 4 reti, tra cui una doppietta nella vittoria esterna contro l’Empoli, ed è solidamente in testa alla classifica capocannonieri del campionato cadetto. Prestazioni, quelle del finlandese, che a livello personale gli sono valse il premio di Mvp della Serie BKT per il mese di dicembre, il sesto in carriera per l’attaccante.

Joel Pohjanpalo, MVP di dicembre della Serie BKT

Joel Pohjanpalo, MVP di dicembre della Serie BKT

Il premio. ideato dal title sponsor del campionato BKT e riconosciuto ufficialmente dalla Lega B, viene assegnato da una giuria di esperti giornalisti di cui il team di Chiamarsi Bomber ha il piacere di far parte.

Pohjanpalo ha risposto ad alcune domande di Chiamarsi Bomber.

Ciao Joel, eccoci di nuovo qui a distanza di qualche mese con un nuovo premio di MVP ufficiale della Serie BKT, addirittura il sesto della tua carriera. Come senti di essere cresciuto rispetto alla scorsa stagione?

Credo che ogni calciatore non smetta mai di crescere e di fare esperienza. Allenamento dopo allenamento e partita dopo partita, riesco a leggere meglio le gare, a capire quando è il momento di attaccare la profondità e quando invece è il momento di aiutare la squadra nella costruzione. Non penso solo ai gol, ma a tutto ciò che posso dare durante i novanta minuti: pressing, gioco senza palla, creazione di spazi per i compagni. Questo mi ha permesso di essere più continuo e di incidere anche con gli assist, che per me sono importanti quanto i gol.

Lo scorso anno il Palermo ha chiuso all’ottavo posto ed è stato eliminato ai play-off. Oggi siete a soli quattro punti dalla vetta: cosa è davvero cambiato all’interno della squadra?

Soprattutto è cambiata la mentalità. Oggi siamo più consapevoli di ciò che possiamo fare e sappiamo che ogni partita va affrontata con la stessa intensità. C’è grande unità nello spogliatoio e una sana competizione che spinge tutti a migliorarsi. Abbiamo imparato a gestire meglio i momenti difficili e a rimanere lucidi anche quando le partite non vanno subito nel verso giusto. La Serie B è una lunga maratona: l’aspetto più importante è la continuità dal punto di vista fisico e mentale, le buone prestazioni e i risultati sono una conseguenza naturale. 

Joel Pohjanpalo ringrazia i tifosi del Palermo

Joel Pohjanpalo ringrazia i tifosi del Palermo

⁠Quest’anno in panchina c’è Pippo Inzaghi: quanto è stimolante per te lavorare con uno degli attaccanti più prolifici della storia del calcio italiano e che impressione ti ha fatto al primo incontro?

È estremamente stimolante. Quando l’ho incontrato per la prima volta, mi ha colpito la sua fame e l’attenzione ai dettagli. Il mister conosce perfettamente il ruolo dell’attaccante perché lo ha vissuto ai massimi livelli ed è in grado di trasmettere concetti molto chiari. Per me è un privilegio poter lavorare con lui e imparare da qualcuno che ha scritto pagine importanti della storia del calcio italiano.

Inzaghi ti ha dato indicazioni o consigli specifici su come stare in campo? C’è qualche episodio o dettaglio che ti ha colpito e che ti va di raccontare?

Mi chiede di essere sempre dentro la partita, anche quando non ho la palla. Vuole un attaccante che partecipi alla manovra, che pensi già alla giocata successiva e che sia utile alla squadra in ogni fase. Mi ha colpito molto la sua attenzione al tempismo: spesso muoversi mezzo secondo prima o dopo è sufficiente per cambiare completamente un’azione, e lavoriamo molto su questo aspetto.

Sei in testa alla classifica marcatori con 12 gol: che sensazione è e pensi sia possibile battere il tuo record realizzativo in Serie BKT della stagione 2023/24?

Essere in testa alla classifica marcatori dà soddisfazione, ma cerco sempre di concentrarmi sugli obiettivi della squadra. Sono orgoglioso dei miei gol, ma lo sono ancora di più dei miei assist: finora ne ho fatti cinque e rappresentano il mio modo di intendere il calcio come sport di squadra. L’ultimo, contro lo Spezia, è stato speciale: dopo dieci secondi ho fatto un colpo di tacco per Segre che ha portato al gol più veloce nella storia del Palermo. Sono momenti che ti fanno capire quanto sia importante essere utili alla squadra in ogni situazione. Per quanto riguarda il record personale, è un obiettivo, ma non è la priorità: vengono prima i risultati del Palermo.

Pohjanpalo esulta per la doppietta ad Empoli

Pohjanpalo esulta per la doppietta ad Empoli

Nella nostra ultima intervista avevi detto di non vivere a Palermo da abbastanza tempo per avere un posto speciale. Oggi puoi dirci se ne hai trovato uno che senti come casa?

Sì, oggi posso dirlo. Palermo è diventata casa. Mi piace vivere nel cuore della città, camminare per le strade del centro e godermi la bellezza artistica di Palermo. Ho trovato luoghi in cui riesco a rilassarmi e a sentirmi davvero parte di questa realtà. È una città che ti dà tanto, soprattutto a livello umano.

⁠Il Renzo Barbera è considerato uno degli stadi più caldi d’Italia: per un attaccante è più una spinta o una pressione da gestire?

Per me è una spinta enorme. Giocare davanti a questo pubblico è qualcosa che ti carica e ti motiva. Vedere 30.000 persone a una partita di Serie B ti ricorda quanto sia importante quello che stai facendo. Il Barbera ti fa sentire vivo e ti spinge a dare sempre qualcosa in più.

Dopo tante stagioni nel calcio italiano, come senti di essere maturato nell’interpretazione del ruolo di attaccante?

Sono diventato più consapevole. So che non tutte le partite si vincono solo con i gol e che un attaccante deve saper fare anche altro: lavorare per la squadra, sacrificarsi, aiutare i compagni. Oggi mi sento più maturo nel capire i momenti della partita e nel mettere la mia esperienza al servizio del gruppo.

L'esultanza di Pohjanpalo

L’esultanza di Pohjanpalo

Indossi la maglia rosanero da quasi un anno: quale gol ricordi con più affetto?

Uno dei momenti più emozionanti è stato segnare una tripletta davanti a mio padre, in questa stagione contro la Carrarese. È stata la prima volta che mi ha visto segnare dal vivo in Italia ed è stato qualcosa di speciale per me. In quel momento ho sentito che il calcio non è solo il campo, ma anche la famiglia e le persone che ti hanno sempre sostenuto. È un ricordo che porterò sempre con me, al di là dell’importanza del gol in sé.

Chiudiamo con una promessa ai tifosi: se il Palermo dovesse essere promosso, che promessa saresti disposto a fare?

Prometto ai tifosi che continuerò a dare tutto fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Quando realizzeremo il nostro sogno, mi piacerebbe festeggiare in modo semplice ma genuino: in campo, davanti ai nostri tifosi, con una birra in mano, per brindare simbolicamente con tutti loro. Sarebbe il mio modo di dire grazie e di condividere la gioia più grande.

Change privacy settings
×