È stato un mese di gennaio impeccabile per il Venezia, con i lagunari che hanno fatto filotto collezionando 4 vittorie in altrettante partite disputate, riuscendo in questo modo a mettere la freccia sul Frosinone ed issarsi in testa alla classifica della Serie BKT.
A dare un grosso contributo per la realizzazione di questa clamorosa striscia positiva (in totale le vittorie consecutive sono 7), l’ha dato uno straripante Andrea Adorante, che nel primo mese dell’anno ha messo insieme 4 reti ed un assist ed ora punta alla prima posizione della classifica cannonieri. Prestazioni, quelle del classe 2000, che a livello personale gli sono valse il premio di MVP della Serie BKT per il mese di Gennaio, il primo della sua ancor giovane carriera.
Il premio. ideato e promosso dal title sponsor del campionato BKT Tires in collaborazione con la Lega B, viene assegnato da una giuria di esperti giornalisti di cui il team di Chiamarsi Bomber ha il piacere di far parte.
Adorante ha risposto ad alcune domande di Chiamarsi Bomber.

Un gennaio perfetto per il Venezia con un poker di vittorie che vi hanno proiettato in cima alla classifica di Serie BKT. Dopo un inizio balbettante ora sembrate inarrestabili: c’è stato uno switch mentale della squadra?
Sicuramente c’è stato uno switch mentale che ci ha portato fino a qua, con un miglioramento giorno dopo giorno in allenamento, ma soprattutto ci ha aiutato il non pensare agli altri ma solo a noi stessi e a come migliorare. Secondo me è stato questo il cambiamento più importante.
Le prime 4 della classifica sembrano avere una marcia in più, pensi che la lotta per la promozione diretta sarà cosa esclusiva di questo poker di squadre?
Penso sia un campionato difficilissimo. Non so se resteranno queste quattro squadre, noi sicuramente proveremo di tutto per farcela, ma è ancora lunga. La cosa che posso dire con certezza è che faremo di tutto per rimanere lì fino alla fine, con tutte le nostre forze.
Il 3-5-2 di Stroppa esalta gli attaccanti e lo dimostrano sia i numeri di squadra (miglior attacco del campionato), sia i tuoi, 11 gol in 20 partite: ti aspettavi questo rendimento personale dopo aver chiuso la passata stagione con 15 gol? L’obiettivo è superare quella cifra?
L’obiettivo principale innanzitutto è quello di raggiungere gli obiettivi di squadra, poi naturalmente il raggiungimento della doppia cifra e di quella a cui sono arrivato l’anno scorso sono cose che ho sempre in mente. Magari anche quello di vincere il titolo di capocannoniere della Serie BKT, farò di tutto per raggiungerlo. Però ripeto, l’obiettivo principale è quello collettivo.
Com’è stato l’impatto con il Venezia e, a livello personale, come ti stai trovando in città?
All’inizio l’impatto non è stato bellissimo, ho fatto un po’ di fatica ad amalgamarmi con i compagni e con le idee del mister, mi trovavo sempre un po’ fuori dai giochi. Adesso invece son riuscito a capirmi sia con i compagni che con il mister, e sicuramente la spensieratezza e l’equilibrio che ho trovato ora mi sono servite e sono state importanti per fare uno switch personale.
Venezia è una piazza esigente ma anche stimolante: quanto sono importanti i tifosi per voi?
Sono tanto importanti. Si vede anche da quelle partite in cui non abbiamo avuto risultati eccelsi in trasferta, mentre in casa avevamo sempre una marcia in più. Il contributo che ci danno i tifosi è altissimo, e noi lo sentiamo tutto.
Chi è il più simpatico dello spogliatoio? Fate uscite di squadra per qualche “cicchetto”?
Siamo un gruppo molto unito. Naturalmente ho legato molto con gli italiani, come Lella, Venturi, Compagnon, Grabbi, Plizzari, ma anche Kike Perez, Antonio Casas, Stankovic e tutti gli altri. Siamo un bel gruppo, facciamo tante cose insieme, ci divertiamo e soprattutto ridiamo.
Tu sei ancora relativamente giovane, ma c’è un giovane attaccante in Serie BKT che consideri un predestinato?
Tra gli attaccanti mi piace tanto Cristian Shpendi, penso sia uno dei prospetti più validi del campionato. Ma ce ne sono tanti, dico la verità, ammiro veramente tutti e cerco di rubare il più possibile da qualsiasi giocatore per poter migliorare.
Ultimamente hai parlato di Zaniolo, era lui il più forte di quelle giovanili dell’Inter?
Secondo me sì. Zaniolo si vedeva già da allora che aveva una marcia in più, e sicuramente quando è andato alla Roma ha fatto un salto importante, si è consolidato sia caratterialmente sia a livello calcistico. Secondo me era lui quello che spiccava di più.











