Radja Nainggolan, ex centrocampista della Roma, è tornato ai microfoni per offrire uno scorcio crudo e sincero della sua vita professionale e dei suoi trascorsi con allenatori, compagni di squadra ed ex colleghi. La sua voce è come sempre diretta, senza fronzoli, un ritratto fedele di un giocatore che ha sempre fatto della schiettezza il suo marchio di fabbrica. Tra l’elogio a Spalletti e le frecciate a Monchi e agli arbitri italiani, al podcast di Sportium.fun Nainggolan non si risparmia, offrendo un racconto avvincente e, per certi versi, sorprendente.
Spalletti e le notti a Trigoria
Con toni quasi nostalgici, Nainggolan ricorda la sua esperienza sotto la guida di Luciano Spalletti: “Il mister mi ha chiuso a Trigoria di notte. Non mi ricordo esattamente il motivo…”, spiega l’ex centrocampista, aggiungendo aneddoti suggestivi che deliziano i curiosi del calcio. Spalletti, figura centrale nel suo percorso calcistico, aveva creato un legame speciale con il giocatore: “Avevamo una sintonia bellissima. È stato l’allenatore più forte che ho avuto in carriera”. Nonostante le restrizioni imposte dal tecnico per arginare la sua vita mondana, Nainggolan tiene a sottolineare quanto fosse genuina la loro relazione, improntata sulla fiducia reciproca e il rispetto.
Lo scontro con Monchi
Nel mirino del giocatore c’è anche Monchi, il direttore sportivo che arrivò a Roma con grandi promesse, il “genio di Siviglia” come lo chiama sarcasticamente il belga: “Come uomo sono uno che deve stare bene con sé stesso tutti i giorni. Non ho mai avuto problemi a dire quello che penso”, dichiara Nainggolan, sottolineando le divergenze di visione con l’ex dirigente. Il rapporto con Monchi era tutt’altro che idilliaco: “Voleva fare il finto amico”, prosegue, rivelando che quando il nuovo direttore ha iniziato a mettere mano alla squadra, lui decise di cercare nuovi orizzonti.
L’eterna “questione Juventus”
Nainggolan non perde l’occasione per accendere di nuovo la polemica sull’arbitraggio, tema caldo del calcio italiano. Raccontando un episodio dal suo passato, evoca una partita al Juventus Stadium: “Ricordo una partita che pareggiammo 1-1 con un rigore inesistente a favore della Juve”. È evidente la sua amarezza nei confronti di quelle che percepisce come decisioni avverse, un complesso di arbitraggi poco favorevoli, ammoniti con un’ironia pungente che non risparmia neanche il Var: “Se si fanno gli errori anche con il Var allora è giusto toglierlo”.
Pensieri sul futuro e i confronti illustri
Non manca una riflessione profonda sui suoi anni in Serie A, che lo hanno visto spesso confrontarsi con giocatori di alto calibro. Non ha dubbi, Nainggolan, quando si tratta di fare un parallelismo tra le carriere: “Pogba? Ero più forte di lui”. Un giudizio netto che riflette quanto abbia sempre creduto nei propri mezzi. Guardando avanti, il belga intravede una possibilità diversa: “Sto pensando di prendere il patentino… credo di poter fare l’allenatore”. Un futuro da scrivere ancora, ma sempre con lo stesso spirito indomito che lo ha accompagnato lungo tutta la sua carriera.









