Alessandro Bastoni è un difensore centrale moderno, mancino, noto per l’eleganza nella gestione del pallone e l’intelligenza tattica. Dotato di ottima visione di gioco, si distingue per la capacità di impostare l’azione da dietro con passaggi precisi, anche in verticale, e per la calma nelle situazioni di pressione. Difensivamente è solido nel posizionamento, efficace nell’anticipo e affidabile nel gioco aereo, pur non essendo un marcatore aggressivo.
Tra le curiosità, Bastoni ha spesso dichiarato di ispirarsi ai grandi difensori italiani del passato, ma il suo stile richiama anche quello dei centrali “registi” più moderni. È apprezzato dagli allenatori per la versatilità, potendo giocare sia in una linea a tre sia in una difesa a quattro, e per la maturità mostrata fin da giovane nei grandi palcoscenici.
Non solo Serie A: anche il campionato di Serie C è stato teatro di polemiche accese a causa degli errori arbitrali. Al centro della bufera, la partita terminata 2-2 tra l’Ospitaletto e l’Inter Under 23, con il direttore sportivo dell’Ospitaletto, Paolo Musso, che non ha risparmiato critiche al direttore di gara.
Proteste accese in conferenza stampa
Paolo Musso, visibilmente contrariato, ha incendiato la conferenza stampa parlando senza mezzi termini di un arbitraggio che ha definito “scandaloso”. Secondo il dirigente, la conduzione di gara da parte dell’arbitro Striamo è stata palesemente a vantaggio dell’Inter, una situazione che Musso ritiene inaccettabile: “L’arbitraggio è stato rivolto per tutta la partita ad avvantaggiare l’Inter con situazioni palesi, chiare, limpide. E questa cosa non va bene“.
Gli episodi controversi
Numerosi sono stati gli episodi incriminati dall’Ospitaletto. Musso ha sottolineato l’assenza di un rigore clamoroso a favore della sua squadra: “Ci manca un rigore evidente, che non ha nessun tipo di altra valutazione, l’hanno visto tutti anche dalla tribuna“. Inoltre, non ha digerito il presunto ‘goal fantasma’ segnato dall’Inter: “Una cosa vergognosa“.
Un altro punto di contesa riguarda la revisione del gol del 2-2 dell’Ospitaletto, una decisione che il direttore sportivo ha ritenuto inspiegabile: “Penso che sia assurdo che l’arbitro sia andato a rivedere il nostro 2-2 senza che neanche l’Inter avesse usato la card, non so che cosa volesse andare a rivedere”.
Il finale concitato
Non solo, Musso ha accusato l’arbitro di una gestione discutibile anche nei momenti finali del match: “Al termine ci hanno provato ancora, non fischiandoci una punizione incredibile su Torri strattonato a terra, e fischiato un fallo per loro dalla quale è nata l’occasione finale del possibile 2-3”. Un epilogo che ha aggiunto ulteriore amarezza al boccone già difficile da mandare giù per l’Ospitaletto.
Sudditanza psicologica nei confronti dell’Inter?
A complicare il quadro, secondo il dirigente dell’Ospitaletto, c’è una presunta sudditanza psicologica da parte degli arbitri nei confronti delle grandi squadre. “L’Inter è una squadra fortissima, con dei valori forti e qualità importanti, ma penso che non ci debba essere questa sudditanza. Non è corretto per lo spettacolo, perché tutti ci stiamo giocando qualcosa di importante, noi per primi”, ha dichiarato Musso, alludendo a una gestione arbitrale che potrebbe falsare non solo il campionato ma anche l’integrità del calcio stesso.
Le conseguenze delle polemiche
Le parole di Musso alimentano un dibattito sempre più acceso sugli errori arbitrali in Italia, una questione ormai da tempo sulla bocca di tutti, dai palchi della Serie A fino ai campetti di provincia della Serie C. Quanto accaduto tra Ospitaletto e Inter Under 23 è emblematico di un malessere più profondo che, inevitabilmente, richiederà riflessioni più ampie e soluzioni innovative per restituire serenità e giustizia a uno sport che appassiona milioni di tifosi.









