Pio Esposito una prima punta dotata di grande prestanza fisica buona presenza in area di rigore. Si distingue per il senso del gol, il gioco aereo e la capacità di fare reparto da solo, proteggendo palla e facendo salire la squadra. Nonostante la struttura imponente, possiede una buona coordinazione e grande capacità nel lavoro senza palla.
Nel suo palmares figura l'Europeo vinto con la nazionale italiana Under-19 nel 2023. Ha due fratelli: Salvatore e Sebastiano, anch'essi calciatori professionisti
Stagione ricchissima di emozioni, nel bene e nel male, per Pio Esposito. Alla prima annata con la maglia dell’Inter, l’attaccante classe 2005 è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante, realizzando fin qui 9 gol in 41 partite tra campionato, Coppa Italia e Champions League. Nel mezzo l’esordio in Nazionale datato 5 settembre 2025, contro l’Estonia, e da lì sette presenze e 3 gol in maglia azzurra. Quindi la finale playoff di Zenica e il rigore sbagliato contro la Bosnia: di questo e non solo ha parlato Pio Esposito ai microfoni del Corriere della Sera.
Pio Esposito: “Sul rigore mi sentivo sicuro”
“Avevo lo sguardo fisso in un punto – ha riferito Pio Esposito – non riuscivo a capire cosa fosse successo. Ero sotto terra, ho subito pensato di aver deluso compagni, famiglia, amici. Calcerò ancora dei rigori, qualcuno lo segnerò e qualcuno lo sbaglierò. In quel momento ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare il primo rigore: mi sentivo sicuro ma poi è andata male“.
“Nessuno mi ha regalato nulla”
“Quest’anno il salto è stato gigantesco, ma c’è esagerazione sia nel bene che nel male. Sono un ragazzo di 20 anni, che arriva dalla Serie B, a cui nessuno ha regalato nulla. Io non ho mai detto di essere un fenomeno e di valere 100 milioni: sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni”. Poi il retroscena extracalcistico: “Da qualche mese lavoro con uno psicologo dello sport, mi aiuta molto e mi dà consigli pratici. Lui è molto più informato di me, ma credo sia soggettivo. Faccio molta autocritica, riguardo la partita e i miei errori e mi rimprovero”.










