Quando il VAR fa peggio dell’arbitro: ecco l’audio del mancato rigore in Roma-Genoa

L'episodio ha scatenato una miriade di polemiche e commenti ed è stato ripreso anche da Rocchi

Il contatto tra Ostigard e Svilar
Quando il VAR fa peggio dell'arbitro

La pubblicazione dell’audio tra la sala VAR e l’arbitro di campo relativo all’episodio del rigore non concesso in Roma-Genoa ha acceso un nuovo, inevitabile fronte di polemiche sul sistema arbitrale italiano. Non tanto – o non solo – per l’errore in sé, quanto per il modo in cui questo errore è maturato, spiegato e infine “certificato” attraverso un dialogo che, riascoltato oggi, appare francamente imbarazzante. Il ceffone rifilato da Mile Svilar a Leo Østigård negli ultimi istanti del primo tempo non è stato sanzionato con il calcio di rigore, ma le parole del designatore Gianluca Rocchi, pronunciate durante OpenVAR su DAZN, hanno messo un punto fermo: “Per noi questo è rigore”. Senza attenuanti.

L’episodio incriminato

L’azione è ormai nota. Recupero del primo tempo, ultima palla per il Genoa: punizione dalla trequarti, spizzata verso l’area piccola, Østigård anticipa Svilar di testa. Il pallone finisce sul corpo del portiere giallorosso e poi in angolo, ma nel frattempo Svilar colpisce nettamente al volto il difensore rossoblù. Un gesto evidente, plateale, che in qualsiasi contesto regolamentare dovrebbe portare a un fischio immediato. E invece no.

L’arbitro Marco Di Bello viene informato che è in corso un check VAR. In sala ci sono Prontera e Manganiello, che analizzano l’episodio da più angolazioni, anche “in dinamica”, come sottolineano loro stessi. Dopo la revisione, però, la decisione è quella che lascia tutti sbigottiti: niente on field review, nessuna chiamata al monitor. Dall’auricolare arrivano indicazioni rassicuranti: “È un tocco minimo”, “Ok, perfetto, puoi fischiare la fine”. L’arbitro non fa battere il calcio d’angolo e manda tutti negli spogliatoi.

Foto IPP/Felice De Martino Roma 29/12/2025 Calcio Campionato serie A 2025-2026 roma - Genoa Nella foto: a sinistra Leo Ostigard ferito al viso dopo uno scontro di gioco con il portiere della Roma Mile Svilar Italy Photo Press World Copyright Roma italy Italia ITALY PUBLICATIONxNOTxINxITAxFRAxJPN Copyright: xR4924_italyphotopressx

Roma-Genoa continuano le polemiche per il rigore non assegnato ai rossoblù

La goffa spiegazione del VAR

Il problema, come emerge chiaramente dall’audio, è la spiegazione fornita ai calciatori del Genoa. “Non c’è rigore, è uno scontro fortuito, lui è fermo”, dice Di Bello, riportando fedelmente quanto suggerito dalla sala VAR. E mentre i rossoblù protestano, da Lissone insistono: “Spiegaglielo”, “È un tocco minimo con la mano aperta”, “Vanno alla ricerca del pallone, non c’è consistenza”. Una ricostruzione che stride clamorosamente con le immagini.

Proprio su questo punto interviene Rocchi, smontando pezzo per pezzo la valutazione VAR. “Il giocatore è in ritardo”, spiega il designatore, “e il fatto che Svilar vada a cercare il pallone e trovi l’avversario, specialmente il viso, rende il contatto punibile”. Non una sfumatura interpretativa, ma un errore netto. Un errore che, con il VAR a disposizione, diventa ancora più grave.

Il dialogo tra arbitro e sala VAR diventa così la fotografia di un cortocircuito: chi è in campo si fida ciecamente di chi è al monitor, chi è al monitor fornisce una lettura sbagliata, e il protocollo impedisce all’arbitro di intervenire autonomamente senza una chiamata esplicita all’on field review. Il risultato è un rigore evidente non assegnato.

Non sorprende, allora, il commento amaro di Daniele De Rossi nel post-partita: “Non dico cosa mi ha detto l’arbitro, non farebbe bella figura. Ma non tanto lui, quanto chi doveva vedere”. Parole che trovano oggi una conferma ufficiale nelle dichiarazioni di Rocchi.

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