Paulo Dybala è un attaccante argentino dotato di talento naturale e creatività, capace di accendere la partita con una giocata improvvisa. Mancino elegante, ama muoversi tra le linee, dove sfrutta tecnica raffinata, controllo stretto e visione di gioco per creare superiorità e occasioni. Può agire da seconda punta o da trequartista, combinando dribbling, assist e conclusioni precise dalla distanza, soprattutto con il suo sinistro, diventato un marchio di fabbrica. Non è solo fantasia, perché nel tempo ha sviluppato intelligenza tattica e capacità di legare il gioco, risultando prezioso anche nella costruzione offensiva.
Nel suo palmarès figurano numerosi trofei nazionali conquistati in Italia, tra campionati e coppe, oltre a riconoscimenti individuali che ne hanno certificato il valore tecnico. Con la nazionale argentina ha vissuto momenti importanti, facendo parte del gruppo che ha riportato il Paese ai vertici internazionali. Tra le curiosità spicca il soprannome legato alla sua esultanza con la maschera, diventata iconica tra i tifosi, e il percorso che lo ha portato dal calcio argentino a imporsi stabilmente in Europa. La sua carriera è segnata da giocate spettacolari e da una continua ricerca della qualità.
Questa sera alle 20.45, all’Olimpico, di scena la sfida tra Roma e Cagliari, valevole per la 24esima giornata di Serie A. Intervenuto in conferenza stampa, Gian Piero Gasperini si è lasciato andare a una dura considerazione sugli ultimi episodi arbitrali.
Gasperini: “Persone strane che insegnano a simulare”
“Alcuni club hanno persone strane prese dal mondo arbitrale che insegnano ai giocatori come buttarsi” ha riferito Gasperini in conferenza. “Se il calcio è questo, non c’è più niente di sport. In questo modo il calcio si riduce a un tentativo di rubacchiare: panchine che saltano, provocazioni e caciara all’indirizzo dell’arbitro”.
“Non mi riconosco in questo calcio”
“Il calcio dovrebbe essere qualcosa di leale, ma io non mi riconosco più in questo sport” ha proseguito il tecnico della Roma. “Noi allenatori dovremmo radunarci per far sentire la nostra voce nel mondo del calcio. Questa situazione non mi piace e credo non piaccia neanche ai tifosi: cartellini strani, simulazioni evidenti, rigori dubbi. Bisogna provare a cambiare un sistema che è diventato penalizzante”.










