Dušan Vlahović è un attaccante serbo potente e strutturato, considerato uno dei centravanti più completi della sua generazione. Mancino naturale, si distingue per la forza fisica, il senso del gol e la capacità di attaccare l’area con grande tempismo. È efficace nel gioco spalle alla porta, nel proteggere palla e nel finalizzare sia con conclusioni potenti sia di precisione, oltre a essere pericoloso nel gioco aereo e sui calci di rigore. Pur essendo una prima punta, sa partecipare alla manovra e creare spazi per i compagni.
Nel corso della sua carriera ha raggiunto la consacrazione in Serie A con la Fiorentina, prima di trasferirsi alla Juventus, con cui ha vinto una Coppa Italia, confermandosi tra i migliori marcatori del campionato italiano. A livello internazionale ha maturato esperienza nelle competizioni europee e con la nazionale serba, diventandone uno dei riferimenti offensivi principali.
Tra le curiosità, Vlahović ha segnato il suo primo gol in Champions League dopo pochissimi secondi dal debutto nella competizione, stabilendo un record di precocità. È noto anche per la grande attenzione alla preparazione fisica e per il carattere competitivo, che lo rende particolarmente determinato nei momenti decisivi delle partite.
Thiago Motta, ex tecnico della Juventus, è rimasto senza una panchina da oltre un anno dopo l’esonero dalla Vecchia Signora. La sua uscita di scena ha lasciato molti interrogativi sulla dinamica interna del club bianconero, perplessi sul perché di una scelta così drastica. Dario Canovi, il suo agente, ha recentemente gettato luce su questi eventi parlando a Radio Tutto Napoli, rilasciando dichiarazioni che alimentano ulteriori discussioni tra i tifosi e gli addetti ai lavori.
L’attacco di Dario Canovi alla Juventus
Quando Thiago Motta è arrivato sulla panchina della Juventus, lo ha fatto con un compito non da poco: prendere il posto di Massimiliano Allegri, uno degli allenatori più vincenti della storia recente del club. Tuttavia, come afferma Canovi, “l’arrivo di Thiago è stato interpretato come un tradimento“. Una posizione che di certo non lo ha aiutato nell’adattamento all’ambiente torinese, già in subbuglio per i cambiamenti tecnici.
L’amore per Allegri, alimentato da anni di successi, rappresentava un macigno sulle spalle dell’italo-brasiliano. L’ambiente, secondo Canovi, non era pronto per un cambiamento radicale, e questo ha inevitabilmente portato a tensioni interne. “Probabilmente non tutti gradivano la sua presenza“, ha aggiunto Canovi, lasciando intendere che anche dinamiche esterne al campo hanno avuto il loro peso.
Risultati che non bastano
Nonostante le buone prestazioni della squadra sotto la guida di Motta, i risultati non sono riusciti a spegnere le critiche e le perplessità. “Se andiamo a vedere i risultati, in quel periodo avrebbe potuto battere anche grandi squadre“, ha ricordato il suo agente, suggerendo che il problema principale non fosse tanto la qualità delle prestazioni, ma piuttosto un clima societario poco collaborativo e un pubblico che non riusciva a scaldarsi al nuovo tecnico.
Sembra chiaro, quindi, che nonostante i buoni livelli raggiunti dalla squadra, la fiducia nei suoi confronti non è mai decollata del tutto. Ciò ha portato ad una decisione rapida e drastica da parte della dirigenza: la scelta di cambiare direzione, con l’ingaggio di Igor Tudor.
L’esperienza Tudor e la rinascita con Spalletti
L’arrivo di Igor Tudor, purtroppo, non ha sortito l’effetto desiderato sulla squadra e il suo esonero il 28 ottobre dello scorso anno ha complicato ulteriormente la situazione. In un gioco di panchine musicali, la speranza di successo è passata poi a Luciano Spalletti, che sembra finalmente riportare stabilità e certezze alla Juventus.
Spalletti, con la sua esperienza e carisma, sta guidando la squadra verso una stagione promettente. L’ambiente, ora, sembra più coeso e armonioso rispetto a quando Motta era al timone. Tuttavia, resta l’amaro in bocca per come è stata gestita la transizione e per le accuse sollevate da Canovi che lasciano ancora strascichi.
Cosa riserva il futuro a Thiago Motta?
Sebbene l’uscita dalla Juve abbia rappresentato un colpo duro per Motta, l’allenatore è ancora considerato una figura di grande potenziale nel panorama calcistico. La sua visione di gioco, affascinante e moderna, potrebbe trovare la giusta collocazione in altre realtà calcistiche pronte a dare fiducia e tempo necessario per sviluppare una nuova strategia vincente.









