Il possibile ritorno di Francesco Totti nei quadri dirigenziali della Roma sta sollevando un’ondata di entusiastica aspettativa tra i tifosi giallorossi. Le parole di Claudio Ranieri suonano come un endorsement che non è passato inosservato, e in un ambiente come quello romano, dove ogni mossa è sotto la lente, queste dichiarazioni accendono i riflettori su un tema cruciale per il futuro del club.
Il precedente fallimento e le nuove speranze
Dopo aver detto addio al calcio giocato nel 2017, Totti aveva già provato l’esperienza dietro la scrivania della Roma, ma l’avventura si era conclusa con un rapporto teso con l’allora presidenza Pallotta. L’uomo simbolo giallorosso si era ritrovato confinato in un ruolo marginale. Ora, però, con la gestione Friedkin le cose potrebbero cambiare. Ranieri, uomo di fiducia della nuova proprietà, non lancia parole al vento e la sua apertura è un segnale forte di cambiamento all’orizzonte. Ora l’elemento cruciale sarà definire un ruolo che valorizzi il potenziale dell’ex capitano giallorosso senza ripetere gli errori passati. Un’ipotesi potrebbe essere quella di una posizione istituzionale, come quella ricoperta da Javier Zanetti all’Inter, che equilibri visibilità e peso reale all’interno del club.
Dirigenza o operatività sul campo?
Secondo l’esperto di mercato Nic0lò Schiera, la Roma ha intenzione di proporre a Totti il ruolo di Direttore Tecnico, ma questa volta con reale potere decisionale. “Un ruolo simile a quello di Maldini con Massara al Milan“, precisa il giornalista. E secondo TMW, sarebbe proprio la conditio sine qua non imposta dal Pupone, che non vuole ripetere gli errori dal passato e vuole davvero aiutare concretamente la sua Roma. Ma lo potrà fare soltanto se gli verrà data carta bianca e possibilità concreta di scegliere le mosse future del club.









