Con Ceferin presidente della UEFA e Infantino presidente della FIFA, il calcio ha subito profondi cambiamenti con l’inserimento di nuove regole che non sempre sono piaciute a tifosi e addetti ai lavori. Basta pensare al VAR che doveva essere un aiuto per gli arbitri e che invece si sta rivelando uno strumento a doppio taglio, un boomerang. Ci sono tante falle nel regolamento e l’interpretazione sta diventando sempre più soggettiva con il rischio di creare “complotti” e aumentare la malafede. Ma i problemi non sono finiti qui e Boniek, vice presidente della UEFA, ha rivelato che il massimo organismo calcistico europeo sta pensando ad una una nuova regola che riguarda i simulatori. Una svolta che però fa già storcere il naso a tutti in quanto, la punizione, è lontano anni luce con il gioco del calcio che conosciamo e che siamo abituati a vedere e a giocare.
Il problema delle simulazioni
Nel calcio, come in tutti gli sport, c’è sempre chi cerca di trarre il massimo vantaggio con qualche furbizia e quando vediamo le partite di episodi del genere ce ne sono tanti e purtroppo anche frequenti. Nel calcio il problema serio è quello delle simulazioni: a più riprese abbiamo visto giocatori buttarsi a terra per un colpetto o anche solo per essere stati sfiorati; oppure calciatori che cercano un contatto che non c’è per ingannare l’arbitro e prendersi una punizione o un calcio di rigore. Tutte queste casistiche non sono più tollerabili dalla UEFA che, oltre ai consueti cartellini gialli, sta pensando ad una nuova punizione per il giocatore.

Boniek vice presidente della UEFA
La rivelazione di Boniek
L’ex giocatore di Juventus e Roma, ora vice presidente della UEFA, è intervenuto a Radio Anch’io Sport dove ha parlato delle simulazioni e delle ipotesi che la UEFA sta pensando di prendere. Boniek si è così espresso: “Il calcio non può essere interrotto per volontà dei giocatori che restano a terra per qualsiasi motivo. I calciatori vanno educati e devono avere rispetto. Sono tutti palestrati e con un grande fisico e non possono andare giù per un colpetto. Bisogna trovare una soluzione, ci si sta pensando come quella di lasciare fuori il giocatore per 2 minuti“. Un richiamo alla pallanuoto dove il giocatore lascia in inferiorità numerica la sua squadra per aver commesso un fallo. Ma ai tifosi, allenatori, giocatori piacerà questa soluzione?











