Una carriera scandita dai colori nerazzurri, dentro e fuori dal campo, quella di Javier Zanetti, vice presidente dell’Inter. Nel corso dell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, l’ex capitano ha ripercorso parte della propria esperienza calcistica svelando, inoltre, un incredibile retroscena su Ronaldo.
Zanetti, l’arrivo all’Inter
“Quando sono arrivato all’Inter, insieme a Sebastian Rambert (attaccante argentino prelevato dall’Independiente, ndr) i giornalisti non mi consideravano, per loro ero il suo accompagnatore” ha riferito Zanetti. Quindi, su Moratti: “Per me vuol dire famiglia. Il nostro è un rapporto che andava oltre quello tra presidente e giocatore. Con Mourinho ho avuto il legame più forte: insieme abbiamo fatto qualcosa di incredibile e probabilmente irripetibile”. Un’altra figura importante, nella carriera di Zanetti, è stata quella di Gigi Simoni, tecnico dell’Inter tra il 1997 e il 1998: “Era come un padre per me, riusciva a rendere tutto semplice”.
Il retroscena su Ronaldo
“All’epoca c’era ancora la sosta natalizia – ha proseguito il vice presidente nerazzurro – giocavamo il 20 dicembre a San Siro contro la Roma e l’ultimo volo della Varig partiva alle 22.30. Ronaldo ci disse che chi sarebbe dovuto partire con lui avrebbe dovuto prepararsi in due minuti una volta finita la partita. Arrivammo all’aeroporto a mezzanotte e l’aereo era ancora lì: ci aveva aspettato perché lui l’aveva fermato facendo una telefonata. La reazione dei passeggeri, quando ci hanno visto salire a bordo, fu incredula”.











