I risultati raccontano di un Milan che tiene testa ai cugini e, seppur in maniera sommessa, sogna in grande con lo Scudetto alla portata. C’è però un problema serio per Allegri.
Il Milan ha superato il giro di boa con una credibilità che ad agosto non era scontata. Il progetto affidato a Massimiliano Allegri sta producendo risultati e, soprattutto, una continuità di rendimento che tiene i rossoneri pienamente dentro la corsa alla Champions League, senza rinunciare – almeno sul piano matematico – a coltivare il sogno Scudetto. La classifica racconta di una squadra che ha imparato a gestire le partite sporche, a soffrire quando serve e a colpire anche con il minimo scarto, come dimostrano le numerose vittorie di misura.
Il distacco dall’Inter è di appena tre punti, con un derby di ritorno ancora da giocare: abbastanza per alimentare ambizioni, non sufficienti per abbassare la guardia. In questo contesto, il Milan sta andando oltre le aspettative iniziali, soprattutto considerando l’assenza di impegni europei che avrebbe potuto trasformarsi in un’arma a doppio taglio sul piano mentale. Invece, la “settimana lunga” è stata spesso sfruttata per affinare meccanismi e ritrovare energie, consentendo ai rossoneri di restare agganciati al treno di testa.
Il gruppo appare compatto, le gerarchie più chiare, alcuni innesti hanno già inciso e altri stanno entrando progressivamente nei meccanismi. Tuttavia, mentre il campo continua a fornire risposte incoraggianti, a Milanello c’è un tema che inizia a pesare come un macigno e che lo staff osserva con crescente attenzione. Perché se i risultati tengono il Milan in alto, i numeri legati alla condizione fisica raccontano un’altra storia. Ed è una storia che preoccupa.
Il Milan punta in alto, ma c’è un dato che preoccupa tutti: troppi infortuni per Allegri
Il dato è netto e difficilmente aggirabile: 23 infortuni in 25 partite ufficiali stagionali. Una media che va ben oltre la soglia di attenzione e che accende un campanello d’allarme per il presente, ma soprattutto per il futuro. Le assenze si sono distribuite tra Serie A, Coppa Italia e Supercoppa, colpendo in momenti diversi ma con una frequenza che rende complessa qualsiasi pianificazione stabile. Ancora più significativo è il contesto: il Milan non è impegnato nelle coppe europee e dispone quindi di tempi di recupero teoricamente più favorevoli rispetto a molte rivali.

Il Milan punta in alto, ma c’è un dato che preoccupa tutti: troppi infortuni per Allegri – chiamarsibomber.com
Tra i casi più pesanti figurano quelli di Adrien Rabiot, Christian Pulisic e Athekame, fermatisi durante gli impegni con le rispettive nazionali e rimasti ai box per circa un mese. Ma il problema non si esaurisce lì. Anche nella gestione quotidiana, tra allenamenti e partite di campionato, Allegri ha dovuto rinunciare a rotazione a elementi chiave, incidendo sulla continuità delle prestazioni e sulle scelte tattiche. Stop muscolari, ricadute, affaticamenti: un mosaico che suggerisce una fragilità strutturale più che una semplice casualità. La questione diventa ancora più centrale se si guarda avanti. Il Milan punta a tornare in Champions League, e questo comporterà un calendario più denso, ritmi serrati e un’esposizione maggiore al rischio fisico.
Con questi numeri, affrontare una stagione europea senza correttivi sarebbe un azzardo. Per questo la gestione della condizione atletica è destinata a diventare una priorità assoluta: carichi di lavoro, prevenzione, recupero e rotazioni dovranno essere ripensati con maggiore precisione. Il Milan sta dimostrando di poter competere ad alto livello. Ma per restarci, dovrà vincere anche una partita silenziosa e decisiva: quella contro gli infortuni.











