Non bastava la delusione mondiale per l’Italia, ora nel calcio arriva anche una denuncia pesantissima. Sono stati coinvolti i dirigenti di alcune squadre .
La disfatta di Zenica, culminata nella terza esclusione consecutiva dell’Italia dai Mondiali, non ha rappresentato soltanto l’ennesima umiliazione sportiva per un movimento in crisi d’identità. Mentre la politica e i vertici della FIGC si scontrano sulla necessità di una rifondazione immediata – con il Ministro Abodi a invocare un cambio di passo radicale – il calcio italiano si ritrova improvvisamente travolto da una bufera che scava ben oltre i risultati del campo o i bilanci societari. Non si tratta, questa volta, di inchieste amministrative su plusvalenze o irregolarità legate agli stadi, temi ormai tristemente ricorrenti nelle cronache nostrane.
Quello che sta emergendo nelle ultime ore è un “j’accuse” morale che punta il dito contro le fondamenta stesse della piramide calcistica, dalle serie minori fino ai settori giovanili d’élite. La denuncia pubblica arrivata proprio nel momento di massima vulnerabilità della Nazionale ha scoperchiato un vaso di Pandora che molti, all’interno del sistema, preferivano tenere sigillato. Le ripercussioni promettono di essere violentissime perché non toccano solo la competenza tecnica, ma l’integrità etica di chi gestisce il futuro dei giovani talenti, raccontando una realtà che, pur non essendo nuova ai sussurri di corridoio, non era mai stata urlata con tanta forza e trasparenza.
Il calcio italiano è un “sistema tossico”: la denuncia shock di Federico Mangiameli
A dare voce a questo malessere profondo è stato Federico Mangiameli, ventunenne oggi in forza al Club Milano in Serie D, ma con un passato di rilievo nelle primavere di Milan, Bologna e Torino. Attraverso uno sfogo durissimo sui social, il giovane calciatore ha squarciato il velo di ipocrisia che secondo lui circonda il passaggio dal calcio giovanile a quello professionistico. Solo chi ha vissuto quel mondo lì può sapere lo schifo che c’è dietro – ha esordito Mangiameli, definendo il contesto italiano un – sistema tossico che felicemente ho lasciato da un po’.

Il calcio italiano è un “sistema tossico”: la denuncia shock di Federico Mangiameli – chiamarsibomber.com
Le rivelazioni del ragazzo entrano nel dettaglio di dinamiche torbide che influenzano carriere e schieramenti: “Procuratori che portano giocatori dalla promozione alla Serie C grazie a una busta con 50mila euro, Serie A e Primavere fatte solo di stranieri pagati follie al mese oppure allenatori che non potevano neanche decidere chi schierare”. Una denuncia che mette nel mirino non solo la gestione dei cartellini, ma anche l’autonomia tecnica dei mister, spesso subordinata a logiche clientelari. Mangiameli ha poi rincarato la dose descrivendo trattamenti degradanti subiti dai compagni da parte dei dirigenti, concludendo con un paragone amaro rispetto ad altre discipline: “A differenza degli altri sport è diventato lo sport da non prendere come esempio…gente che per quattro soldi farebbe di tutto”. Queste parole, arrivate nel bel mezzo del terremoto Gravina, certificano che il problema della Nazionale non è solo tattico, ma strutturale e umano: una deriva che parte dai campi di periferia per spegnersi tristemente sul dischetto di un playoff mondiale.











