Grana Milan, il conto è salatissimo: scatta la clausola

GERRY CARDINALE
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La ritrovata vittoria contro il Torino è stata “macchiata” da una notizia inattesa in casa Milan. Il conto presentato a Cardinale parla chiaro: è scattata la clausola.

Il verdetto del campo ha restituito un Milan rigenerato, capace di scacciare i fantasmi di una crisi che sembrava pronta a divampare dopo il doloroso scivolone contro la Lazio. La reazione della squadra di Massimiliano Allegri è stata immediata e rabbiosa, un segnale di vitalità che tiene ancora accesa la fiammella della speranza in una rincorsa al titolo che profuma di impresa. Tuttavia, il rammarico per quella sfida contro i biancocelesti resta un fardello pesante: una vittoria nel confronto diretto avrebbe proiettato i rossoneri a sole tre lunghezze dall’Inter capolista, trasformando il finale di stagione in un duello rusticano all’ultimo respiro. Con il distacco attuale fissato a sei punti, l’intelaiatura tattica di Allegri deve ora viaggiare spedita, senza ulteriori esitazioni, puntando su quella solidità mentale che ha permesso di rialzare la testa nel momento più critico.

Ma il calcio del 2026, si sa, non esaurisce la sua narrazione nei novanta minuti di gioco o nelle trame del calciomercato. Sotto la gestione di americana, il Milan è diventato un’entità complessa, dove i risultati agonistici si intrecciano inestricabilmente con le strategie infrastrutturali e i bilanci di lungo periodo. La proprietà americana ha imposto una visione aziendale che guarda oltre i confini del rettangolo verde, ma proprio su questo fronte extra-campo è arrivata, nelle ultime ore di ieri, una notizia che ha i contorni di un “conto salato” presentato dalla burocrazia locale. Un promemoria economico che chiude definitivamente un capitolo ambizioso per aprirne uno dai contorni ancora più avveniristici.

San Donato addio: rimborso al comune e progetto NBA

Il sipario sul progetto dell’arena da 70mila posti nell’area San Francesco è calato ufficialmente sotto forma di una richiesta di risarcimento. Il Comune di San Donato Milanese ha presentato al club rossonero, attraverso la controllata Sportlifecity, un conto da 74.360 euro. La cifra, annunciata dal sindaco Francesco Squeri in consiglio comunale, serve a ristorare l’ente pubblico per le spese sostenute tra consulenze tecniche e approfondimenti burocratici legati a un’opera che non vedrà mai la luce. Questo passaggio contabile certifica il “dietrofront” del Milan, ormai totalmente concentrato sul progetto condiviso con l’Inter: la riqualificazione di San Siro e delle aree limitrofe per 197 milioni di euro, operazione conclusa nel novembre scorso che porterà alla nascita del nuovo impianto entro il 2030.

San Siro

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Tuttavia, l’area di San Donato non è destinata a restare una cattedrale nel deserto. I 300mila metri quadrati già di proprietà di Gerry Cardinale sono ora al centro di una manovra che potrebbe rivoluzionare lo sport europeo. RedBird, in sinergia con Oaktree, sta infatti valutando la costruzione di un palazzetto dello sport da 400 milioni di euro per ospitare una franchigia della futura NBA Europe. Se il sogno del calcio a San Donato è tramontato sotto il peso dei rimborsi comunali, quello del basket d’élite ha appena iniziato la sua corsa: entro la fine di marzo verrà presentata la manifestazione d’interesse per trasformare quell’appezzamento di terra nel cuore pulsante della pallacanestro internazionale a Milano.

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