Sta facendo molto discutere in Francia quanto accaduto mercoledì sera nei minuti di recupero della sfida tra Olympique Lione e Troyes: al 93esimo, sul risultato di 3-1 per la squadra allenata da Bosz, l’ex Milan Lucas Paquetà ha tentato una giocata funambolica ai danni di un avversario. Una “bicicletta”, per dirlo all’italiana, o “lambreta”, come la chiamano in Sudamerica. Il dribbling non è riuscito, ma l’arbitro del match ha pensato bene di sventolare un cartellino giallo nei confronti del brasiliano.
Paquetà ammonito per una bicicletta
93esimo della sfida di Ligue 1 Lione-Troyes, padroni di casa in vantaggio per 3-1 grazie alle reti di tre vecchie conoscenze del calcio italiano, Shaqiri, Emerson Palmieri e Lucas Paquetà. Proprio il brasiliano vicino alla linea di fondocampo prova uno spettacolare dribbling nei confronti dell’esterno avversario Bianconi, la cosiddetta “bicicletta“. La giocata non riesce, e il difensore stizzito per il tentativo cerca in qualche modo di farsi giustizia. Stephaniè Frappart, arbitro del match, decide inaspettatamente di ammonire l’ex Milan, reo secondo lei di aver provato ad irridere l’avversario.
[twitter url=”https://twitter.com/Hxnz99/status/1441018232111079427?ref_src=twsrc%5Etfw”]Neymar difende il connazionale
Inevitabilmente la decisione dell’arbitro di ammonire il centrocampista brasiliano ha sollevato un vespaio di polemiche: davvero un giocatore non può tentare una giocata spettacolare perchè rischia di urtare la sensibilità dell’avversario?
Intanto in difesa del connazionale è arrivato un post di Neymar, che di dribbling spettacolari e spesso al limite della derisione nei confronti dell’avversario ne ha fatto un marchio di fabbrica. In una Instagram Stories l’attaccante del Paris Saint Germain ha scritto: “Sono molto triste per questo episodio, prendi un giallo a causa di un dribbling. L’anno scorso è successo a me! Quest’anno è Lucas Paquetà. Francamente non capisco perché. Il famoso ‘joga bonito’ sta scomparendo. Approfittane finché è il momento o combatti perché ritorni“.
Chi ha ragione?











