Allegri non ha dubbi, vuole solo lui: ne fa fuori 4 e lo prende a giugno

Max Allegri
Allegri non ha dubbi, vuole solo lui: ne fa fuori 4 e lo prende a giugno - chiamarsibomber.com

Se in questa stagione il Milan può contare su un centrocampo in grado di sopperire alle mancanze offensive, per la prossima stagione non può essere così.

Il Milan di Massimiliano Allegri continua la sua marcia d’inseguimento all’Inter capolista, ma dietro i tre punti strappati nell’ultima trasferta di Pisa e la solidità di una striscia positiva che non sembra conoscere flessioni, emerge un paradosso tattico che interroga la dirigenza in vista della prossima stagione. I rossoneri hanno archiviato la pratica all’Arena Garibaldi confermando una tendenza tanto efficace quanto preoccupante: l’astinenza realizzativa dei propri riferimenti avanzati. Nelle ultime tre uscite contro Bologna, Roma e Pisa, il reparto offensivo è apparso curiosamente slegato dalla finalizzazione pura. L’unico acuto firmato da una punta, infatti, resta il calcio di rigore trasformato da Christopher Nkunku nella sfida del Dall’Ara.

Un dato che non può essere ignorato, nonostante Allegri stia riuscendo a compensare questa carenza grazie a un centrocampo di caratura mondiale, capace di sopperire con inserimenti e colpi di genio alla mancanza di un finalizzatore d’area di rigore “vecchio stampo”. Se oggi la cooperativa del gol rossonera permette di sognare ancora lo scudetto, la programmazione per il 2026/27 impone la ricerca di un bomber di peso, un ariete che possa fungere da riferimento gravitazionale per l’intera manovra d’attacco, liberando gli esterni da compiti di eccessiva pressione realizzativa. In questo orizzonte di necessità tecnica, il nome di Robert Lewandowski è tornato a farsi prepotente.

Lewandowski non tramonta, ma Allegri deve sbaragliare la concorrenza

L’ipotesi di portare il fuoriclasse polacco a San Siro sta assumendo i contorni di un’operazione strategica sulla scia del “Modrić-bis”: l’innesto di un totem immortale capace di trasfigurare l’identità di uno spogliatoio giovane. A 37 anni, Lewandowski continua a sfidare le leggi del tempo e della statistica; la sua stagione al Barcellona, sebbene prossima al capolinea, racconta di 13 reti e 3 assist in 29 apparizioni, per un totale di 1545 minuti in cui il senso del gol è rimasto intatto. Tuttavia, la strada che porta al “Cigno di Varsavia” è disseminata di ostacoli diplomatici e concorrenza d’élite. Igli Tare e la dirigenza rossonera dovranno infatti superare la resistenza di altri quattro club pronti a ricoprire d’oro il polacco: dall’Atletico Madrid del Cholo Simeone al Fenerbahce, passando per la suggestione americana dei Chicago Fire e, inevitabilmente, la forza d’urto finanziaria di un club della Saudi Pro League.

Lewandowski

Lewandowski non tramonta, ma Allegri deve sbaragliare la concorrenza – chiamarsibomber.com

Resta poi da monitorare il “gentleman agreement” con il Barcellona, a cui Lewandowski darà priorità assoluta in caso di una proposta di rinnovo ad oggi ritenuta poco probabile dai rumors catalani. Per il Milan, aggiudicarsi lo svincolato di lusso per eccellenza significherebbe non solo inserire un finalizzatore da oltre 100 gol in Champions League, ma lanciare una sfida definitiva alla gerarchia nazionale, garantendo ad Allegri quella cattiveria negli ultimi sedici metri che oggi, nonostante il primato sfiorato, appare come l’ultimo tassello mancante di un mosaico quasi perfetto.

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