Roberto De Zerbi ha lasciato il Marsiglia lo scorso inverno ed è uno dei nomi più ambiti in Europa. Il tecnico ha già comunicato che tornerà ad allenare.
Il panorama calcistico europeo, in questo scorcio di marzo 2026, osserva con curiosità e un pizzico di malinconia la figura di Roberto De Zerbi, il tecnico che più di ogni altro ha saputo polarizzare il dibattito tattico dell’ultimo lustro. La fine della sua avventura all’Olympique Marsiglia, consumatasi con la risoluzione consensuale dello scorso 11 febbraio, ha lasciato un vuoto di bellezza e audacia nel calcio francese. De Zerbi aveva trasformato il Velodrome in un laboratorio di avanguardia, culminato nel trionfale secondo posto della passata stagione, ma il giocattolo si è rotto sotto i colpi di un inverno spietato. Il pesantissimo 0-5 interno subito contro il PSG e l’uscita prematura dalla Champions League – segnata dal clamoroso 0-3 contro il Club Brugge – hanno incrinato il rapporto con l’ambiente e con il ds Benatia, portando alla chiusura di un ciclo che vantava comunque una media vittorie del 58,2%.
Nonostante l’amaro epilogo provenzale, il fascino del “De Zerbi-ball” resta intatto, specialmente oltremanica. Il nome del tecnico bresciano è finito prepotentemente sul taccuino di Daniel Levy, presidente di un Tottenham allo sbando e clamorosamente invischiato nei bassifondi della Premier League, con lo spettro della Championship che agita i sogni dei tifosi degli Spurs. Levy vede in lui l’unico “pompiere dell’anima” capace di ridare un’identità a una squadra senz’anima. Tuttavia, le sirene della Serie A non hanno mai smesso di cantare: i grandi estimatori del calcio relazionale in Italia considerano De Zerbi il tassello mancante per elevare il livello tecnico di un campionato che, mai come quest’anno, cerca nuovi profeti.
De Zerbi pronto a tornare, ma solo a giugno: destinazione Serie A
Se il richiamo di Londra è forte, la volontà di Roberto De Zerbi sembra aver tracciato un confine netto tra il presente e il futuro prossimo. Il tecnico ha infatti deciso di non subentrare a stagione in corso, declinando ogni offerta immediata per attendere la finestra estiva. Una scelta di coerenza tattica: De Zerbi vuole una preparazione completa, tre mesi di lavoro sul campo per plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza. In questo scenario di attesa, la Fiorentina si candida come la pretendente numero uno. Dopo l’esonero di Pioli a novembre e una stagione che ha finora rasentato il fallimento, la piazza viola cerca un leader carismatico che possa rilanciare un progetto tecnico che per ora è aggrappato solo alla Conference League. Per De Zerbi, Firenze rappresenterebbe il matrimonio ideale tra estetica e ambizione, la culla perfetta per una rinascita in grande stile. Se Vanoli dovesse fallire il titolo europeo, apparirebbe difficile una sua permanenza.

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Sullo sfondo, però, resta una suggestione ancora più imponente che porta dritto all’ombra del Vesuvio. Sebbene il Napoli di Antonio Conte occupi attualmente il terzo posto, i rapporti tra il tecnico salentino e la proprietà restano una variabile impazzita. Qualora il “matrimonio di convenienza” tra Conte e De Laurentiis dovesse mostrare le prime crepe insanabili al termine del campionato, De Zerbi diventerebbe il primo, indiscutibile obiettivo della dirigenza partenopea. Il suo calcio propositivo si sposerebbe a meraviglia con la qualità tecnica della rosa azzurra, offrendo una continuità di alto livello pur con una filosofia diametralmente opposta a quella contiana.








