Fiorentina, il destino di Vanoli è segnato. Due nomi dalla Serie A per sostituirlo, ma c’è una grande sorpresa dietro l’angolo

Paolo Vanoli quasi sicuramente non sarà il prossimo allenatore della Fiorentina: due nomi dalla Serie A per sostituirlo, ma c'è anche un profilo a sorpresa

Paolo Vanoli tecnico della Fiorentina

26

Punta centrale

20

Fiorentina


  • 28 Febbraio 2000
  • Italia
  • 183 cm
  • 67 kg
  • Biografia

Moise Kean è un attaccante italiano dotato di fisicità, velocità e abilità nel finalizzare.

Predilige il ruolo di prima punta, capace di sfruttare scatti e accelerazioni per attaccare la profondità e mettere pressione alle difese.

Ha una buona forza fisica e presenza aerea, utile per duelli e colpi di testa, oltre a ottimo senso del gol e capacità di concludere in area.

Tecnica di base solida e dribbling efficace, anche se in alcune fasi di gioco può mostrare difficoltà nel contributo alla costruzione e nella decisione fuori dall’area.

🏆 Palmarès

Kean ha vinto diversi titoli nelle sue esperienze con club top:
Con la Juventus:

Serie A: 2016-17, 2018-19

Coppa Italia: 2016-17, 2023-24

Supercoppa Italiana: 2018
Con il Paris Saint-Germain:

Coupe de France: 2020-21

Trophée des Champions: 2020
Con l’Italia:

UEFA Nations League 3º posto: 2020-21
Inoltre ha ottenuto riconoscimenti individuali come Serie A Player of the Month e inclusioni nella Team of the Season.

📌 Curiosità

Kean è stato il più giovane esordiente in Serie A e in Champions League nella storia della Juventus, facendo il suo debutto a soli 16 anni e 9 mesi.

Oltre al calcio, ha una passione per la musica rap: ha partecipato a videoclip e ha pubblicato il suo primo album Chosen nel 2024.

Il suo piatto preferito è la pasta alla carbonara.

Ha un figlio, Marley, nato nel 2023.

Il futuro di Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina sembra essere ormai segnato. Nonostante le sue dichiarazioni di fiducia, la dirigenza viola pare infatti intenzionata a cambiare rotta per la prossima stagione con un nuovo tecnico al timone. I nomi sul tavolo sono già tre, ma c’è sempre spazio per una sorpresa last-minute.

Destino ormai scritto per Vanoli

Paolo Vanoli si presenta a Roma, dove lunedì sera la Fiorentina affronterà i giallorossi,  consapevole del fatto che i suoi giorni alla guida della Fiorentina potrebbero essere contati. Di recente, ha dichiarato: “La riconferma? Per me parlano i numeri“. Ma i numeri, questa volta, potrebbero non essere sufficienti. Infatti, con Fabio Paratici al comando come nuovo ds dall’inizio dell’anno, è probabile che a giugno si voglia aprire un capitolo del tutto nuovo. E la rivoluzione potrebbe partire proprio dalla panchina.

Chi potrebbe essere il prossimo allenatore della Fiorentina?

L’identikit perfetto per la panchina viola è quello di un tecnico giovane, ambizioso e con una mentalità di gioco propositiva, capace di rapire l’entusiasta e critico pubblico del Franchi. In testa alla lista dei candidati c’è Fabio Grosso, attualmente alla guida del Sassuolo, che con la sua mentalità offensiva ha attratto molte attenzioni positive. Tuttavia, non è da sottovalutare Daniele De Rossi, ora con il Genoa, un altro nome interessante che potrebbe fare colpo sull’ambiente e sui tifosi.

Paratici ha una sorpresa in serbo

Nella lista dei possibili sostituiti di Vanoli è apparso però anche il nome di Domenico Tedesco, recentemente esonerato dal Fenerbahce. Tedesco, noto per il suo stile di gioco brillante, potrebbe rappresentare un jolly affascinante per la Fiorentina. L’idea di un allenatore che possa portare una svolta immediata sembra intrigare Paratici, che sta pensando all’ex ct del Belgio come nome decisamente a sorpresa.

Gli ultimi obiettivi di Vanoli

Mentre la società pensa al futuro, Vanoli si concentra sul presente con un solo obiettivo in mente: ottenere la salvezza matematica e fare quanti più punti possibili da qui alla fine del campionato. La stagione non è stata semplice, ma il tecnico conta di chiudere in bellezza, mantenendo la testa alta e concentrandosi sul “qui e ora”. La speranza è di lasciare un’eredità positiva, qualsiasi sia il risultato finale, e magari far cambiare idea alla dirigenza sul suo futuro, ipotesi che al momento appare però molto difficile.

Change privacy settings
×