Igor Tudor sta attraversando un periodo forse peggiore rispetto a quello che fu preambolo del suo addio alla Juve. Il tecnico croato perde pezzi e per giugno già c’è un addio annunciato.
Il calcio, nei suoi intrecci più imprevedibili, sembra divertirsi a far convergere traiettorie apparentemente distanti, creando un ponte invisibile tra la nebbia di Londra e il sole della Continassa. In questo scorcio di marzo 2026, gli occhi della dirigenza bianconera sono puntati con insistenza oltremanica, dove un vecchio inquilino della Torino sabauda sta vivendo un vero e proprio calvario sportivo. Igor Tudor, che solo pochi mesi fa ha passato il testimone della panchina juventina a Luciano Spalletti, si trova oggi immerso in una crisi d’identità tecnica senza precedenti alla guida del Tottenham. Il bilancio londinese del tecnico croato è impietoso e parla di quattro sconfitte in altrettante gare disputate dal suo insediamento.
L’ultima fragorosa cinquina rimediata martedì in Champions League contro l’Atletico Madrid non ha solo scosso le fondamenta del club inglese, ma ha paradossalmente innescato una serie di riflessioni che potrebbero sortire addirittura effetti benefici, quasi catartici, per il futuro del club. Mentre Spalletti sta plasmando una Juventus operaia e ambiziosa, ancora in piena corsa per un piazzamento Champions e in attesa dell’ufficialità del proprio rinnovo contrattuale, i destini di Tudor e della sua ex squadra potrebbero incrociarsi di nuovo per vie traverse, proprio grazie a quelle crepe che si sono aperte nel muro degli Spurs.
Spalletti ha scelto, è Udogie l’uomo giusto: dialoghi con gli Spurs
Proprio dal naufragio tecnico del Tottenham emerge l’opportunità che la dirigenza bianconera sta studiando con estrema attenzione. Il nome cerchiato in rosso sul taccuino della Juventus, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, è quello di Destiny Udogie. L’esterno sinistro classe 2002, arrivato a Londra tre anni fa dopo l’exploit con l’Udinese, sembra ormai giunto al capolinea della sua avventura in Premier League. Nonostante il talento cristallino, l’annata di Udogie è stata speculare a quella della sua squadra: disastrosa e martoriata da continui problemi fisici che ne hanno minato la crescita. I numeri raccolti finora raccontano di una continuità mai trovata, con appena tredici presenze in campionato, sei in Champions League e una fugace apparizione in Carabao Cup.

Spalletti ha scelto, è Udogie l’uomo giusto: dialoghi con gli Spurs – chiamarsibomber.com
Il vero fardello per l’azzurro è rappresentato dai quattro infortuni stagionali che gli hanno fatto saltare complessivamente diciotto partite: dai problemi al ginocchio tra l’estate e ottobre, fino ai due stop muscolari alla coscia che lo tengono ai box ininterrottamente dallo scorso 7 febbraio. Questa fragilità, unita alla drammatica situazione di classifica del Tottenham – attualmente fermo a ventinove punti e con una sola lunghezza di vantaggio sulla zona retrocessione – ha fatto crollare la valutazione del cartellino. Se nel 2022 gli inglesi spesero venticinque milioni di euro, oggi il prezzo di Udogie non si discosta molto dalla stima di 4 anni fa, con la possibilità di un ulteriore ribasso. La Juventus ha già chiesto informazioni, intravedendo la possibilità di un colpo estivo, magari con la formula del prestito, per regalare a Spalletti quel rinforzo sulla fascia sinistra che lui ben conosce.








