Una manciata di ore separano Tare e Allegri dalla chiusura del calciomercato. A Milanello servono nuovi innesti, ma l’albanese sta già pianificando l’estate.
Il quartier generale di Milanello è un cantiere aperto, diviso tra la necessità del campo e le trame di un calciomercato che sta per emettere i suoi ultimi verdetti. Massimiliano Allegri sta preparando con la consueta meticolosità la delicata trasferta di Bologna, prevista per martedì prossimo. Sarà un crocevia fondamentale per la classifica, ma si giocherà in uno scenario particolare: per quella data, infatti, i battenti del mercato invernale saranno già chiusi e le rose definitivamente consegnate alla storia di questa stagione. In queste ore febbrili, Igli Tare è chiamato a un rush finale frenetico per cercare di puntellare l’organico e regalare ad Allegri quegli innesti necessari per blindare l’attuale posizione in classifica.
Eppure, nonostante l’urgenza del presente, nei corridoi del centro sportivo rossonero si discute soprattutto di ciò che accadrà in estate, quando il progetto RedBird dovrà compiere il definitivo salto di qualità. La prossima stagione, infatti, rappresenterà un punto di svolta cruciale: il Milan non potrà più contare sul “lusso” di un calendario privo di coppe europee. Il ritorno nelle competizioni continentali imporrà rotazioni molto più frequenti e una profondità di rosa che oggi appare ancora in divenire. Per costruire il Milan del futuro, Tare sembra intenzionato a muoversi su terreni che conosce a memoria, convinto che non ci sia strategia migliore del puntare su profili già ampiamente collaudati e di sicura affidabilità.
È proprio qui che risiede il “segreto” del dirigente albanese: attingere da quella miniera di talento che ha contribuito a valorizzare nel corso della sua lunga carriera, sfruttando la conoscenza capillare di certi ambienti per anticipare la concorrenza internazionale.
Mario Gila e il tramonto della difesa laziale: l’affondo rossonero ora è più facile
In questa visione prospettica, il nome di Mario Gila è balzato nuovamente in cima alla lista dei desideri del club di via Aldo Rossi. Il difensore spagnolo, protagonista di una crescita esponenziale, sembra ormai destinato a vestire la maglia rossonera, un trasferimento che appare come la naturale conseguenza di un clima ormai saturo in casa Lazio. All’ombra del Colosseo, infatti, non si respira un’aria salutare: le tensioni interne e i risultati altalenanti hanno spinto molti senatori a guardarsi intorno, e Gila non fa eccezione.

Mario Gila e il tramonto della difesa laziale: l’affondo rossonero ora è più facile – chiamarsibomber.com
Il centrale classe 2000 vede nel Milan l’occasione perfetta per consacrarsi definitivamente, lontano da una piazza che sta vivendo un momento di profonda rifondazione e nervosismo tra società e spogliatoio. Le cifre dell’operazione iniziano a delinearsi con chiarezza chirurgica, nonostante la complessità degli accordi pregressi. La Lazio sembra intenzionata ad accontentarsi di una cifra vicina ai 20 milioni di euro per dare il via libera alla cessione. Un innesto che metterà a serio rischio la titolarità di Matteo Gabbia – difficile che a rimetterci sia Pavlovic. Tuttavia, Claudio Lotito dovrà fare i conti con gli accordi sottoscritti al momento dell’acquisto dello spagnolo: ben 10 milioni di euro – esattamente la metà della cifra pattuita – finiranno infatti nelle casse del Real Madrid, club che vanta una clausola sulla rivendita del 50%.
Per i biancocelesti si tratta di un sacrificio economico e tecnico pesantissimo, che rischia di smantellare completamente l’impalcatura difensiva della squadra. L’addio di Gila, che potrebbe concretizzarsi già in queste ore o, più probabilmente, essere posticipato con un accordo blindato per giugno, segna infatti la fine di un’epoca per la retroguardia capitolina. Con Alessio Romagnoli ormai destinato alla partenza sicura in estate – se non addirittura in questo movimentato finale di mercato – la Lazio si ritroverà per certo privata della sua coppia centrale titolare.








