Vanja Milinkovic-Savic è un portiere serbo noto per il suo fisico imponente, l’eccellente esplosività tra i pali e una spiccata personalità. Alto oltre due metri, unisce forza e coordinazione a una buona tecnica di base, che gli consente di partecipare alla costruzione dal basso con sicurezza. È particolarmente efficace nelle uscite alte e nei calci di rigore, fondamentale in cui ha spesso fatto la differenza, grazie a riflessi rapidi e grande capacità di lettura degli avversari.
Cresciuto calcisticamente tra Serbia e Inghilterra, ha trovato continuità e maturità in Serie A con il Torino, diventandone un punto fermo e uno dei portieri più affidabili del campionato. A livello di palmarès non vanta grandi trofei di squadra, ma si è distinto sul piano individuale vincendo il premio di Miglior Portiere della Serie A nella stagione 2022-2023, riconoscimento che ne ha consacrato il valore.
Tra le curiosità, è fratello minore di Sergej Milinkovic-Savic, ed è molto abile nel calciare i rigori e anche le punizioni.
Negli ultimi anni, il calcio saudita ha fatto parlare di sé grazie a investimenti impressionanti e trasferimenti di alto profilo. Tuttavia, il sogno dorato della Saudi Pro League potrebbe aver raggiunto il suo culmine. Al di là delle luci scintillanti e dei contratti da capogiro, cominciano a emergere delle crepe. Le voci di un esodo imminente verso l’Europa si fanno sempre più insistenti, e la scena calcistica del Golfo potrebbe affrontare un rimescolamento radicale già dalla prossima estate.
Il fascino europeo supera quello economico
Non sono soltanto i calciatori a manifestare il desiderio di tornare a calcare i campi europei. Allenatori di calibro internazionale come Roberto Mancini e Simone Inzaghi stanno considerando seriamente un ritorno in Italia. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, i due tecnici sarebbero pronti a ridimensionare i loro ingaggi pur di tornare alla guida di squadre nel calcio che conta. Certo, i numeri delle buste paga in Arabia Saudita sono astronomici, ma l’irresistibile richiamo delle competizioni europee e la voglia di confrontarsi ai massimi livelli sembrano avere la meglio.
Calciatori pronti al ritorno: chi sono i protagonisti
Tanti giocatori, attratti inizialmente dal “canto delle sirene” dei petroldollari, ora stanno cercando un biglietto di ritorno per l’Europa. Franck Kessié, uno dei volti più riconosciuti della Saudi Pro League, è disposto a sacrificare una parte consistente del suo stipendio per calcare di nuovo i palcoscenici calcistici europei. Juventus e altri club di primo piano hanno già manifestato il loro interesse.
Una situazione simile riguarda anche Mateo Retegui. Dopo un exploit in Italia e un trasferimento milionario in Arabia, il bomber argentino sta valutando un ritorno. Nonostante l’ingaggio elevato sia un ostacolo considerevole, i suoi agenti avrebbero già avuto contatti con club come Juventus e Milan, che restano alla finestra, pronti a cogliere l’opportunità.
Altri nomi sulla lista dei desiderosi di ritorno
Non sono solo Kessié e Retegui a spingere per un ritorno. Moussa Diaby sembra intenzionato a cambiare aria, mentre diversi ex della Serie A pregustano un potenziale ritorno nel Vecchio Continente. Tra questi figurano giocatori come Theo Hernandez, che, lasciato il Milan controvoglia, sogna di poter vestire di nuovo una maglia in Europa.
A questi si aggiungono altre stelle come Kalidou Koulibaly, Marcelo Brozovic e Sergej Milinkovic-Savic, che sentono il richiamo della terra da cui sono partiti. Il calcio arabo, dopo la grande “corsa all’oro”, sembra aver raggiunto una fase di stallo, con i protagonisti pronti a riscrivere il loro destino altrove. E così, lo scenario di un mercato estivo caratterizzato da “ritorni eccellenti” in Europa diventa sempre più plausibile.
In conclusione, il panorama calcistico in Arabia Saudita potrebbe subire trasformazioni significative nei mesi a venire, con l’Europa sempre più vista come una meta inevitabile per chi desidera lasciare un segno duraturo nella propria carriera.








