Alla vigilia dell’andata dei playoff di Champions League, che vedrà il Galatasaray opposto alla Juventus, il tecnico dei turchi Okan Buruk ha rilasciato un’interessante intervista alla Gazzetta dello Sport, in cui ha toccato diversi argomenti, tra i quali ovviamente la sfida contro i bianconeri, il suo passato all’Inter, ma soprattutto Hakan Calhanoglu.
Verso la sfida con la Juventus
Con il Galatasaray pronto a sfidare la Juventus nei playoff di Champions League, Okan Buruk non ha nascosto la sua ammirazione per il gioco dei bianconeri: “Ho guardato tutte le partite della Juve. Gioca bene anche quando non vince, mi è piaciuta pure contro l’Atalanta“. Parole che lasciano intendere come Buruk abbia studiato da vicino il gioco degli uomini di Spalletti, consapevole della difficoltà della sfida che attende la sua squadra.
Icardi e Osimhen: due stelle al top
Nell’intervista, l’allenatore del Galatasaray ha anche parlato delle dinamiche all’interno del suo attacco, sottolineando la coesistenza di Mauro Icardi e Victor Osimhen. Buruk ha spiegato che, nonostante l’infortunio di Icardi, entrambi i giocatori ora sono in una forma smagliante e pronti a fare la differenza in campo. Dopo aver specificato che l’argentino è voluto rimanere a Istanbul a gennaio 8allontanando proprio le sirene bianconere), ha anche spiegato come l’arrivo di altri talenti come Lang abbia reso la scelta degli undici titolari ancora più complicata.
Inter e Calhanoglu: un legame forte
Parlando di Serie A, Buruk ha lasciato intendere una certa nostalgia per l’ambiente nerazzurro e non ha escluso un possibile ritorno in futuro, magari come allenatore dell’Inter: “L’Inter resta la favorita per lo scudetto e ha un grande tecnico“, Poi su Hakan Calhanoglu, Buruk ha rivelato che i fan del Galatasaray vorrebbero il centrocampista nel loro team: “Conosco Hakan da quindici anni, è un tifoso del Gala e i nostri fan vorrebbero che venisse qui. Diciamo che… lo aspettiamo a braccia aperte“, ha dichiarato, sottolineando così l’ormai noto interesse del club turco per il talento connazionale.








