La fine della storia e della telenovela. La prima è quella tra Rabiot e la Juventus, la seconda riguarda la (lunga) questione del rinnovo di contratto. Il centrocampista francese ha infatti deciso – almeno parzialmente – il suo futuro: secondo quanto scrive La Gazzetta dello Sport, ha rifiutato il biennale (con opzione per un terzo anno) da 7,5 milioni a stagione offerto dai bianconeri. Ora, quindi, è libero di firmare – a parametro zero – con qualsiasi club. E gli estimatori di certo non gli mancano: sulle sue tracce ci sono il Real Madrid di Ancelotti e il Milan, che ha già parlato con la madre-agente Veronique e si è informato sull’ingaggio.
Rabiot e la Juventus si dicono addio: previsto oggi l’annuncio
La trattativa tra Rabiot e la Juve per trovare un’intesa sul rinnovo andava ormai avanti da parecchio tempo. Ma già da qualche settimana i segnali che arrivavano a Torino non lasciavano presagire una fumata bianca: anche dal ritiro della Francia, Adrien è sempre stato vago alle domande sull’argomento e spesso ha più o meno dribblato il discorso. La sensazione, insomma, era di una separazione a parametro zero. E ora questa sensazione si appresta a diventare una realtà concreta: secondo La Gazzetta, nella conferenza stampa di presentazione di Thiago Motta di oggi, Giuntoli annuncerà ufficialmente l’addio tra Rabiot e i bianconeri.
Rabiot, la suggestione Real Madrid e l’interesse del Milan
Un biennale da 7,5 milioni netti a stagione, più bonus e un’opzione di rinnovo automatico per la terza stagione: questa l’offerta della Juventus declinata da Rabiot. Che ora è pronto a cambiare aria: la suggestione Real Madrid lo stuzzica, così come l’idea di provare un’avventura in Premier League. Ma non è esclusa una sua permanenza in Serie A: il Milan ha mostrato un certo interesse nei suoi confronti, come testimoniano i contatti avuti con la madre-agente Veronique. Lo scoglio da superare, per i rossoneri, resta l’ingaggio: le stelle del Diavolo guadagnano circa 4 milioni a stagione (a parte Leao: 6,5 milioni), una cifra che difficilmente Rabiot accetterebbe. Per convincerlo a trasferirsi a Milano, allora, serve un particolare sforzo economico.
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