Il nome di Francesco Pio Esposito si sta facendo strada oltre i confini nazionali. Per Chivu è un vanto, ma anche un gioiello che rischia di essergli sottratto.
Nonostante la firma fino al 30 giugno 2030 sia arrivata solo lo scorso aprile, il valore di Francesco Pio Esposito è schizzato a una velocità tale da rendere quel contratto già “stretto”. L’Inter ha in casa un tesoro purissimo e Beppe Marotta, con la sua proverbiale lungimiranza, non ha alcuna intenzione di concedere spiragli alle corazzate della Premier League che hanno iniziato a tappezzare Appiano Gentile di osservatori. Il piano nerazzurro è chiaro: un nuovo e immediato adeguamento contrattuale per estendere il legame almeno fino al 2031, con un ingaggio quasi triplicato.
Questa mossa non è solo un premio per il talento di Castellammare di Stabia, ma un vero e proprio scudo mediatico e finanziario. Le sirene inglesi cantano forte, attratte da quel mix rarissimo di strapotere fisico e sensibilità tecnica, ma l’Inter ha risposto con un muro invalicabile: Pio è il perno del progetto Oaktree e il simbolo della nuova linea verde che deve riportare la “cantera” nerazzurra al centro del villaggio globale. Il ragazzo, dal canto suo, vive questo momento con la serenità dei predestinati. Mentre il club lavora sottotraccia con il suo agente Mario Giuffredi per definire i dettagli di questo nuovo patto d’acciaio, Esposito continua a parlare la lingua che gli riesce meglio: quella del campo.
Il suo peso specifico nello spogliatoio è cresciuto in maniera esponenziale, trasformandolo in un’alternativa costante ai titolarissimi. Marotta sa che per trattenere i fuoriclasse del domani non basta il legame affettivo, serve una centralità tecnica ed economica che il nuovo contratto certificherebbe in modo definitivo, mettendo fine a qualsiasi speculazione estiva prima ancora che il mercato possa ufficialmente aprire i battenti.
Notte da leoni al Signal Iduna Park: Chivu lancia Pio nella bolgia di Dortmund
La notizia che sta facendo tremare i polsi ai tifosi nerazzurri in vista del match di oggi contro il Borussia Dortmund riguarda però le scelte di Cristian Chivu. In una sfida che vale una fetta pesantissima di qualificazione diretta agli ottavi di Champions League, il tecnico nerazzurro sta seriamente meditando la mossa a sorpresa: lanciare Pio Esposito dal primo minuto accanto a Lautaro Martinez. Quello che fino a poche settimane fa sembrava un azzardo, oggi appare come una logica conseguenza dello stato di grazia del giovane centravanti.

Notte da leoni al Signal Iduna Park: Chivu lancia Pio nella bolgia di Dortmund – chiamarsibomber.com
Dopo le maglie da titolare e il gol pesante contro il Pisa, il ballottaggio con Marcus Thuram è più vivo che mai. Il francese sta attraversando un momento di appannamento fisiologico e l’idea di contrapporre la freschezza e la stazza di Esposito ai giganti della difesa tedesca come Schlotterbeck stuzzica non poco la fantasia dello staff tecnico. Schierare un classe 2005 titolare in una delle arene più calde d’Europa, davanti al leggendario “Muro Giallo”, sarebbe il definitivo passaggio di consegne. Esposito ha già dimostrato di non temere i palcoscenici internazionali, come confermato dalle ottime uscite con la Nazionale di Gattuso, e la sua capacità di far salire la squadra e di pulire palloni sporchi potrebbe essere la chiave per scardinare il Dortmund.
Se Chivu dovesse davvero preferirlo a un calibro novantanove come Thuram, non potremmo più parlare di una semplice rotazione, ma di un cambio gerarchico strutturale. Per Pio Esposito, la notte del Westfalenstadion potrebbe rappresentare la consacrazione definitiva: da gioiello da proteggere a titolare inamovibile nella competizione più prestigiosa del mondo.








