Jeremy Mathieu, conosciuto ai tifosi di calcio per aver vestito le maglie di Barcellona e Sporting Lisbona, oltre ad aver indossato in più di un’occasione quella prestigiosa della Nazionale Francese, ha scelto una nuova strada dopo il ritiro dal calcio professionistico. L’ex difensore transalpino ha deciso infatti di lavorare come commesso in un negozio di articoli sportivi per ritrovare una dimensione sociale perduta. La sua carriera si è conclusa bruscamente a causa di un infortunio grave che lo ha portato ad affrontare una battaglia personale contro la depressione.
Una nuova vita dietro il bancone
Mathieu ha raccontato il suo viaggio durante un’intervista al podcast beIN Sports France, ripercorrendo le tappe che l’hanno portato a cambiare radicalmente il suo stile di vita: “È un lavoro che mi rispecchia”, esordisce l’ex difensore, spiegando come questo nuovo impiego gli permetta di mantenere dei contatti con la società: “Certo, non è quello che farò per sempre, ma mi serviva soprattutto per avere una vita sociale”.
L’infortunio al ginocchio è stato un momento di svolta: “Ho chiuso la carriera rompendomi i crociati. Quel giorno ho detto basta”. Mathieu non era preparato alla fine improvvisa della sua carriera sportiva e ha ammesso di aver vissuto quello che molti atleti definiscono “la prima morte” dopo il ritiro.
La lotta contro la depressione
La fine della carriera di Mathieu non è stata facile. Ha affrontato un periodo di depressione che ha descritto con sincerità: “Sono passato attraverso un momento di depressione, bisogna dirlo, non ho problemi a dirlo. Ero rinchiuso in casa e mi sono detto: ‘Devi uscire, devi vivere’”. Per Mathieu, il lavoro come commesso rappresenta un’ancora di salvezza, un modo per continuare a sentirsi parte di una comunità.
Interrogato se si senta uscito dalla depressione, Mathieu ha risposto: “Un po’, non totalmente”. Il tema è delicato e l’ex calciatore preferisce mantenere riserbo su alcuni aspetti: “Il problema è che non ne posso parlare troppo”. Un processo legale in corso e altri problemi stanno infatti rendendo difficile il suo percorso di recupero.
Una nuova prospettiva
La storia di Jeremy Mathieu mette in evidenza le difficoltà che molti atleti affrontano nel post-carriera. La transizione da una vita sotto i riflettori a quella quotidiana può essere traumatica e richiede un intervento e un supporto adeguati: “Non ho avuto il tempo di preparare il post-carriera. Si dice sia ‘la prima morte’ di uno sportivo, ed è vero: ero francamente perso”.











