Paolo Di Canio torna al centro della scena con una delle sue analisi schiette e senza filtri. L’ex attaccante italiano, oggi opinionista per Sky Sport, ha commentato con durezza la sconfitta dell’Inter sul campo dell’Atletico Madrid, arrivata nel finale di una gara di Champions League che ha visto i nerazzurri cadere con il risultato di 2-1 al Metropolitano. Un ko che ha lasciato l’amaro in bocca alla squadra di Chivu, soprattutto per la rete decisiva firmata da Gimenez negli ultimi minuti. Ma per Di Canio non c’è spazio per alibi.
La critica a Bisseck
L’ex calciatore, che in carriera ha messo a segno 66 gol in Premier League diventando uno degli italiani più prolifici all’estero, non ha apprezzato la lettura del difensore Yann Bisseck, secondo cui la sconfitta sarebbe stata condizionata dalla sfortuna. Una spiegazione che Di Canio rigetta con decisione: “Fortuna e sfortuna non esistono. Quando vedo certi atteggiamenti stanchi o distratti, come la difesa in quell’azione, mi arrabbio come fossi ancora in campo. In Europa il livello è altissimo, basta un attimo per scivolare giù”.
Parole dure, che mirano a richiamare una maggiore responsabilità individuale e collettiva. Di Canio si concentra poi proprio sulle dichiarazioni post-partita del giovane centrale tedesco: “Chivu deve togliere dalla testa dei suoi calciatori simili scuse. Lui mangiava l’erba, giocava col caschetto. Se prendi un palo è perché hai tirato male”. Un concetto semplice, diretto, che sottolinea come secondo l’ex attaccante non si debba mai ricondurre una sconfitta a fattori esterni o incontrollabili.
Non si salva nessuno
Di Canio analizza anche in modo più tecnico l’azione che ha portato al gol dell’Atletico, individuando in Calhanoglu un errore decisivo: “Perde palla e leva la gambetta”. Un dettaglio che, a suo giudizio, indica una mancanza di aggressività e lucidità in un momento cruciale della partita. La sua critica non risparmia nemmeno i leader della squadra: “Lautaro che esce scuotendo la testa non è un bel segnale”. Secondo Di Canio, infatti, certi atteggiamenti non devono emergere da chi indossa la fascia da capitano.
C’è poi un passaggio dedicato al reparto offensivo, dove vengono messe in discussione le gerarchie: “Bonny è più in forma di Thuram”. Un’affermazione che evidenzia come, a suo parere, Chivu dovrebbe avere il coraggio di prendere decisioni anche impopolari ma necessarie per mantenere alta la competitività interna.
La conclusione dell’ex attaccante è un invito chiaro: “A Chivu serve il coraggio di discutere le gerarchie”. Un messaggio diretto all’allenatore nerazzurro, che secondo Di Canio deve saper intervenire senza tentennare, soprattutto in un momento in cui l’Inter ha il potenziale per competere ai massimi livelli ma sembra mancare di quella mentalità feroce che caratterizza le grandi squadre europee.


