In una finale di Champions dominata dal Paris Saint Germain, con l’Inter che si è dovuta arrendere alla netta superiorità dei francesi, l’arbitraggio del direttore di gara, il rumeno Istvan Kovacs, è risultato equilibrato e pressoché senza sbavature. In questa direzione, però, si inserisce il mancato rispetto di una regola del Gioco del Calcio.
La regola non applicata dall’arbitro Kovacs
Sul risultato di 5-0, Kovacs ha infatti deciso di fischiare la fine del match al 90′ senza concedere neanche qualche secondo di recupero. Una scelta all’insegna del buon senso, alla luce di un risultato netto, con giocatori dell’Inter che non aspettavano altro che il fischio finale. Eppure, il regolamento impone ai direttori di gara di assegnare dei minuti di recupero: “Ogni periodo di gioco deve essere prolungato dall’arbitro per recuperare tutto il tempo di gioco perduto”.
La rabbia degli scommettitori
Al netto della lieve “violazione” del regolamento, il mancato recupero non ha inciso minimamente sul match. Dal canto loro, però, alcuni scommettitori hanno manifestato la propria indignazione, sui social, perché negli eventuali minuti aggiuntivi si sarebbero potuti verificare altri eventi su cui erano state piazzate delle scommesse: gol, cartellini, calci piazzati.











