Cristiano Ronaldo è uno dei calciatori più iconici e vincenti della storia del calcio, simbolo di atletismo, talento e mentalità competitiva. Attaccante completo, capace di giocare come esterno offensivo o centravanti, si distingue per la straordinaria elevazione, la potenza fisica, la velocità e la precisione nelle conclusioni con entrambi i piedi. Il suo colpo di testa è considerato tra i migliori di sempre, così come la capacità di essere decisivo nei momenti chiave grazie a freddezza e determinazione fuori dal comune.
Il suo palmarès è tra i più ricchi di sempre: ha vinto numerosi campionati nazionali in Inghilterra, Spagna e Italia, diverse Champions League con il Real Madrid e il Manchester United, oltre a coppe nazionali e supercoppe. A livello individuale ha conquistato cinque Palloni d’Oro, stabilendo record di gol in Champions League e nelle competizioni internazionali. Con la nazionale portoghese ha vinto l’Europeo nel 2016 e la Nations League nel 2019.
Tra le curiosità, Ronaldo è noto per la maniacale cura del corpo e della preparazione atletica, che gli ha permesso di restare competitivo per oltre vent’anni. È inoltre il miglior marcatore della storia del calcio professionistico.
La sentenza del giudice
La Juventus aveva messo sul piatto un ricorso per recuperare i 9,8 milioni di euro netti già versati a Cristiano Ronaldo, cifra che a lordo si avvicinava agli 11 milioni di euro. Il giudice del Lavoro di Torino, Robaldo ha però stabilito che il club torinese non avrà diritto a riottenere la somma, già prevista nel lodo arbitrale dell’aprile 2024. Il team legale del portoghese, guidato da John Shehata, insieme a un gruppo di esperti ben preparati, ha portato a casa un risultato importante, obbligando la Juventus anche a coprire le spese legali.
Il retroscena del debito
L’accordo tra la Juventus e il giocatore portoghese risaliva ai tempi della pandemia, quando si era parlato di una rinuncia temporanea degli stipendi da parte dei calciatori. Con la “carta Ronaldo” emersa nell’inchiesta Prisma, le cose si erano complicate ulteriormente. L’importo di 19,5 milioni di euro, derivante dall’ingaggio lodo di Ronaldo, avrebbe dovuto restare un segreto, come emerso nelle intercettazioni di Cesare Gabasio e Federico Cherubini. Eppure, tutto è rimasto nascosto dai bilanci ufficiali, finché non c’è stata la cessione al Manchester United senza che il pagamento venisse corrisposto.
9,9 mln anziché 19,6 mln
Dopo una perquisizione nel marzo 2022 nello studio di Federico Restano, era stata recuperata la famigerata “carta”. Da lì, Cristiano Ronaldo ha formalizzato la sua richiesta alla Juventus nel settembre 2023, nonostante l’assenza della sua firma sul documento renda la posizione meno chiara. Di fronte al collegio arbitrale nell’aprile 2024, il verdetto era stato di riconoscere la metà di quanto richiesto dal portoghese (9,8 milioni anziché 19,6),escludendo la volontà della Juve di ingannare il giocatore, ma, soprattutto, sottolineando che il calciatore non aveva mai richiesto la somma al momento dell’addio all’Italia. A questa decisione si era opposta la Vecchia Signora, ma il Tribunale gli ha dato torto, avallando la richiesta di Cristiano Ronaldo.

Cristiano Ronaldo con la maglia della Juventuus
Quanto pesa questa scelta sul bilancio della Juventus?
Le spese legali saranno a carico del club, ma non ci sarà alcun impatto economico sul bilancio, dal momento che l’importo in questione era già stato precedentemente liquidato e accantonato nel rendiconto 2023-24. Quindi questa sentenza non impatta in alcun modo sul bilancio bianconero e di riflesso non impatta sulle strategie di mercato. Tornando alla sentenza, la Juventus si riserva comunque di valutare le carte per capire se ci sono gli estremi per impugnare la sentenza.











