Anche Gattuso si è dimesso, risolto il contratto con l’Italia

Rino Gattuso abbandona la guida della Nazionale Italiana dopo l'eliminazione dal Mondiale contro la Bosnia. La FIGC, in crisi dopo le dimissioni di Gravina e Buffon, cerca un nuovo CT. Tra i candidati: Mancini, Allegri, Inzaghi e Conte. L'Italia punta a ricostruire per il futuro

Gattuso durante Bosnia-Italia
Gattuso durante Bosnia-Italia

28

Terzino sinistro

32

Inter


  • 10 Novembre 1997
  • Italia
  • 175 cm
  • 75 kg
  • Biografia

Federico Dimarco è un esterno sinistro italiano di grande qualità, capace di unire intensità, tecnica e una spiccata propensione offensiva. Agisce prevalentemente come laterale a tutta fascia o come terzino, distinguendosi per il mancino educato, i cross precisi e la pericolosità sui calci piazzati. Ha un ottimo senso della posizione, sa inserirsi con i tempi giusti e non disdegna la conclusione dalla distanza, risultando spesso decisivo anche in zona gol. In fase difensiva compensa una struttura fisica non imponente con attenzione, aggressività e grande applicazione tattica.

Nel corso della sua carriera ha vinto numerosi trofei con l’Inter, tra cui uno Scudetto, più Coppe Italia e Supercoppe italiane, diventando un elemento chiave del ciclo recente del club. Ha inoltre raggiunto la finale di Champions League nella stagione 2022-23 e conquistato l’Europeo 2021 con la nazionale italiana, entrando stabilmente nel giro azzurro.

Tra le curiosità, Dimarco è cresciuto nel settore giovanile dell’Inter e, dopo diverse esperienze in prestito, è riuscito a imporsi definitivamente in nerazzurro, diventando uno dei simboli di appartenenza e continuità della squadra.

Rino Gattuso ha deciso di lasciare la guida della Nazionale Italiana di calcio dopo la deludente sconfitta contro la Bosnia, che ha segnato l’esclusione degli azzurri dal prossimo Mondiale. Una decisione che, sebbene fosse nell’aria, ha sorpreso molti, considerando la determinazione con cui Gattuso aveva affrontato il suo incarico. La notizia arriva in un momento di crisi per la FIGC, scossa dalle dimissioni del presidente Gravina e dell’iconico Gigi Buffon, che aveva assunto il ruolo di capo-delegazione azzurro. Ora, l’Italia è alla ricerca di un nuovo pilastro sul quale costruire il futuro, e i nomi in lizza sono di tutto rispetto.

La partita che ha segnato la svolta

La sfida contro la Bosnia era stata vista come un ultimo banco di prova per una Nazionale che aveva già dato segnali di debolezza nei precedenti incontri. Sin dal fischio finale, la consapevolezza di un inevitabile addio era palpabile. La sua esperienza alla guida degli azzurri, partita con grandi aspettative, non ha mai veramente spiccato il volo, e questa eliminazione ha rappresentato il colpo di grazia.

Il terremoto FIGC

L’addio di Gattuso giunge in un periodo turbolento per la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Le dimissioni di Gravina e di Buffon hanno rappresentato un vero e proprio terremoto istituzionale. Gravina, dopo un mandato contraddistinto da molti successi ma anche da critiche, ha deciso di farsi da parte, seguito da Buffon, simbolo della Nazionale per anni. Questo imprevisto quadro ha certamente contribuito alla decisione di Gattuso, che ha dichiarato *”di non voler essere un ostacolo nel processo di rinnovamento che l’Italia ormai deve necessariamente affrontare.”*

Alla ricerca del successore

Con la panchina azzurra ormai vacante, le speculazioni sui possibili successori sono già cominciate. Tra i papabili, nomi altisonanti come quelli di Roberto Mancini, Max Allegri, Simone Inzaghi e Antonio Conte. Ognuno di loro porta con sé una storia calcistica di successo, ciascuno con un proprio stile e visione del gioco. Mancini, con la sua esperienza recente alla guida della Nazionale; Allegri, noto per la sua capacità di gestire top club e situazioni complesse; Inzaghi, giovane e con un grande potenziale; infine Conte, carismatico e con una determinazione unica. Chi tra loro sarà scelto per guidare l’Italia verso una nuova era?

Un futuro da ricostruire

La delusione per l’assenza dal Mondiale brucia ancora come una ferita aperta nel cuore dei tifosi italiani, affamati di gloria. L’obiettivo adesso è chiaro: è tempo di ripartire, di ricostruire una Nazionale forte, in grado di competere ai massimi livelli internazionali. La scelta del nuovo commissario tecnico sarà cruciale per il destino degli azzurri nei prossimi anni. Ora non resta che sperare che questo rinnovamento porti l’Italia di nuovo sul tetto del mondo.

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