Giovedì si giocheranno le semifinali dei playoff mondiali con l’Italia in campo, intanto il ct denuncia il boicottaggio
Meno due giorni alle semifinali playoff Mondiali: giovedì le nazionali europee ancora impegnate nelle qualificazioni per il torneo iridato scenderanno in campo per decidere quali saranno le finaliste che si contenderanno il pass per Stati Uniti, Canada e Messico.
L’Italia ospiterà a Bergamo l’Irlanda del Nord, sperando di vincere e volare in finale che si disputerà il 31 marzo fuori casa: Bosnia o Galles il palcoscenico dell’atto che decreterà se gli azzurri interromperanno la maledizione mondiale o se, invece, allungheranno il periodo di digiuno. Proprio l’altra semifinale del raggruppamento che vede impegnata anche la squadra di Gattuso ha fatto parlare di sé per un caso che rischia di alimentare le polemiche prima ancora di scendere in campo.
Il ct ha accusato gli avversari di boicottaggio e le discussioni coinvolgono anche un club e un campionato nazionale. Proviamo a fare chiarezza e partiamo dai nomi: in questa storia sono coinvolti il ct della Bosnia Sergej Barbarez, il centrocampista ex Roma Benjamin Tahirovic, il tecnico gallese del Brondby Steve Cooper. Proprio Tahirovic nelle ultime partite non è praticamente sceso in campo: appena 13 minuti in campo nelle ultime quattro gare disputate dal proprio club. Il motivo? Dalla Bosnia parlano di un comportamento volto a danneggiare il calciatore e a fargli perdere la forma in vista della sfida contro il Galles.
Galles-Bosnia diventa un caso: cosa è successo
È il ct bosniaco Barbarez ad accusare i gallesi per quanto accaduto a Tahirovic, parlando di “cose al limite dell’incredibile connesse, probabilmente, alla nazionalità del suo allenatore di club”.

Tahirovic è un caso prima di Bosnia-Galles – Chiamarsibomber.com
La teoria della congiura o del boicottaggio è stata però seccamente smentita dal Brondby che ha motivato le recenti esclusioni del centrocampista con motivazioni disciplinari. Nella vicenda, infatti, è intervenuto anche il responsabile della comunicazione del club danese Soren Hanghoj spiegando che “la decisione di escludere Tahirovic è di natura disciplinare e non ha niente a che vedere con le nazionali”, precisando inoltre che “questi provvedimenti non spettano soltanto al tecnico, ma anche al club e ai dirigenti”.
A mettere la parola fine al caso, ci ha pensando poi lo stesso Tahirovic che, magari anche per evitare ripercussioni al rientro nel club di appartenenza, ha voluto chiedere scusa al proprio allenatore, affermando che il ct Barbarez ha frainteso le sue parole. Lo stesso commissario tecnico è stato poi tranquillizzato anche tramite un contatto telefonico con il ds del Brondby.








