Lazio, la protesta del tifo organizzato: arriva la decisione per la semifinale di Coppa Italia

Il tifo organizzato della Lazio ha preso una decisione riguardo la protesta da mesi in atto contro Lotito: ecco cosa faranno per la semifinale di Coppa Italia

La Curva Nord della Lazio vuota

30

Ala sinistra

10

Lazio


  • 16 Giugno 1995
  • Italia
  • 177 cm
  • 63 kg
  • Biografia

Mattia Zaccagni è un esterno offensivo tecnico e creativo, apprezzato per il suo dribbling rapido, l’ottimo controllo di palla e la capacità di rientrare sul destro per creare superiorità numerica o andare al tiro. È un giocatore molto dinamico, abile nel muoversi tra le linee e nel servire assist, oltre a garantire sacrificio in fase difensiva.

A livello individuale ha raggiunto traguardi importanti, come la convocazione stabile in Nazionale italiana, con cui ha preso parte a competizioni internazionali di primo piano.

Curiosità: è diventato celebre per il gol decisivo contro la Croazia a EURO 2024, segnato nei minuti di recupero e valso la qualificazione dell’Italia. È inoltre molto legato alla sua città natale, Cesena, e al percorso di crescita fatto tra Serie B e Serie A prima dell’esplosione definitiva.

La Lazio si prepara ad affrontare l’Atalanta nella semifinale di andata di Coppa Italia, ma non ci sarà l’atmosfera delle grandi occasioni sugli spalti dello Stadio Olimpico. Il tifo organizzato biancoceleste, infatti, ha deciso di proseguire nella protesta contro la gestione del presidente Claudio Lotito, annunciando il boicottaggio della partita del 4 marzo. Una scelta che riflette il malessere della maggioranza della tifoseria, insoddisfatta delle attuali dinamiche societarie.

La protesta della Curva Nord

La Curva Nord di concerto con i vari gruppi organizzati del tifo biancoceleste hanno reso nota la loro decisione con un comunicato ufficiale, invitando tutti i tifosi biancocelesti a unirsi alla protesta e a “non entrare allo stadio“. La motivazione risiede nel desiderio di vedere “una Lazio migliore“, come recita la nota, che critica aspramente l’attuale gestione di Lotito. Gli ultras sono determinati a non lasciarsi influenzare dall’importanza del match, sostenendo che “non sarà una semifinale di Coppa Italia a farci cambiare idea su questa misera gestione“.

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Le radici della protesta

La contestazione della tifoseria non è un fatto isolato, ma l’ultimo episodio di una lunga serie di dissapori tra la piazza e la società. Le promesse non mantenute e la sensazione di stagnazione sono alla base di un malcontento che cova da tempo. Gli ultras fanno riferimento ad “un render di un qualcosa che forse vedremo fra sei anni“, manifestando scetticismo verso i progetti futuri annunciati dalla società, in particolare quello riguardante lo Stadio Flaminio.

La decisione del tifo organizzato rischia di avere ripercussioni anche sull’andamento della gara. L’assenza del supporto caloroso dei tifosi laziali potrebbe influire sull’atteggiamento della squadra, costretta a confrontarsi con un Olimpico probabilmente silenzioso e vuoto. Il match contro l’Atalanta diventa quindi una doppia sfida, sia dentro che fuori dal campo, con la necessità da parte della squadra di mantenere concentrazione e spirito di gruppo per affrontare un’avversaria ostica.

Cosa accadrà dopo?

La protesta, a detta dei tifosi, non si esaurirà con la partita contro l’Atalanta. In molti ritengono che “la decisione di disertare l’Olimpico” possa proseguire se non verranno adottati cambiamenti significativi nella gestione. La tensione latente tra tifoseria e presidenza sta diventando sempre più difficile da ignorare, e la sua risoluzione potrebbe richiedere dialogo e compromessi da entrambe le parti. Oppure un cambiamento radicale…

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