Mattia Zaccagni è un esterno offensivo tecnico e creativo, apprezzato per il suo dribbling rapido, l’ottimo controllo di palla e la capacità di rientrare sul destro per creare superiorità numerica o andare al tiro. È un giocatore molto dinamico, abile nel muoversi tra le linee e nel servire assist, oltre a garantire sacrificio in fase difensiva.
A livello individuale ha raggiunto traguardi importanti, come la convocazione stabile in Nazionale italiana, con cui ha preso parte a competizioni internazionali di primo piano.
Curiosità: è diventato celebre per il gol decisivo contro la Croazia a EURO 2024, segnato nei minuti di recupero e valso la qualificazione dell’Italia. È inoltre molto legato alla sua città natale, Cesena, e al percorso di crescita fatto tra Serie B e Serie A prima dell’esplosione definitiva.
La protesta del tifo laziale contro l’attuale presidenza di Claudio Lotito non accenna a placarsi, anzi, continua a infiammare gli animi dei tifosi. Con una petizione che ha già superato le 36.000 firme, il dissenso è giunto alle orecchie di molti, oltrepassando i confini nazionali e facendo eco sul web. Questo malcontento rappresenta non solo una richiesta di cambiamenti, ma anche una volontà di preservare i valori e la storia della Lazio, una storia che molti ritengono minacciata.
La voce della protesta: una petizione determinante
La petizione contro Claudio Lotito si è rivelata essere un punto focale della protesta, raccogliendo l’appoggio di numerosi sostenitori e figure di spicco del mondo biancoceleste. I promotori, Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, nel loro comunicato, sono stati chiari: “Chiediamo maggiore rispetto per i tifosi, per i valori e per la storia della squadra“. Una dichiarazione forte che ha mobilitato l’intero ambiente laziale.
Tra coloro che hanno sposato la causa compaiono nomi importanti come Alessandro Di Battista e i giornalisti Mauro Mazza, Riccardo Cucchi, Guido Paglia e Guido De Angelis. A loro si sono uniti James Wilson e Gabriele Pulici, figli delle leggende dello scudetto del 1974 e Stefano Andreotti, figlio di Giulio. Insomma, un invito a cambiare che viene da chi con la Lazio ha un legame speciale e duraturo.
Ha troppi impegni. Se però c’è la volontà di vendere o cedere a gruppi statunitensi con una potenza di fuoco importante, posso provare a metterli in contatto. Personalmente non tifo più da anni.
— Andrea Stroppa 🐺 Claudius Nero’s Legion 🐺 (@andst7) January 25, 2026
Elon Musk… e la Lazio
La protesta ha assunto anche toni ironici sul web, dove un tifoso, scherzando, ha chiesto ad Andrea Stroppa di “far comprare la società a Elon Musk“. Stroppa, che ha firnato la petizione ed è referente italiano del noto imprenditore, ha risposto in modo sagace: “Ha troppi impegni. Se però c’è la volontà di vendere o cedere a gruppi statunitensi con una potenza di fuoco importante, posso provare a metterli in contatto“.
Un appello che non si può ignorare
L’insistenza con cui i tifosi della Lazio stanno esprimendo il loro dissenso è evidente. Non si tratta di un semplice malumore da stadio, ma di un grido collettivo che chiede di ascoltare i cuori biancocelesti. La petizione, diventata un simbolo di questa protesta, rappresenta un appello vibrante per un futuro che rispetti il glorioso passato del club. La Lazio non è solo calcio, è cultura e storia, e questo è un messaggio che si vuol far arrivare forte e chiaro a chi siede in alto.










